Esperienze di vita senza glutine
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Posts from — novembre 2009

Brindisi: convegno scientifico sulla celiachia

In data 29 novembre p.v., dalle ore 9.30 alle ore 13.00, avrà luogo, presso la Sala Congressi del Nettuno Hotel, Prolungamento V.le Arno,51 – Brindisi, un importante Convegno scientifico, dal titolo “Celiachia: conoscerla per riconoscerla”. Nell’evento scientifico in parola (Presidente il Prof. Carmine Panella – Direttore dell’U.O. di Gastroenterologia Universitaria degli OO.RR. di Foggia – Moderatore il Dott. Fulvio Moramarco –Direttore dell’U.O. di Pediatria Ospedale “A. Perrino” – Brindisi, Dott.ssa Ada Ciaccia – Coordinatrice prov.le di AIC Puglia e i relatori: Dott.ssa Antonietta Villirillo -U.O. di Pediatria dell’Ospedale A.Perrino di Brindisi, Dott.ssa Antonella Spedicato – Consulente Dietista di AIC Puglia) saranno trattati gli aspetti clinici e nutrizionali della malattia cronica, su base autoimmune, più frequente del genere umano, ma ancora poco diagnosticata (9 celiaci su 10 non sanno di esserlo!). Previsti gli interventi, altresì, dei Responsabili dei Centri di Riferimento per la celiachia della provincia di Brindisi e del Presidente Regionale dell’Associazione Italiana Celiachia, Michele Calabrese.

Fonte: www.trcb.it

Programma del convegno

novembre 25, 2009   No Comments

Allarme celiachia, mezzo milione di italiani malati ma non lo sanno

Sono sempre piu’ le persone in Italia che soffrono di celiachia, l’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica contenuta in numerosi cereali e largamente impiegata nell’industria alimentare. Oggi in Italia i celiaci effettivamente diagnosticati sono tra 85 e 90 mila, ma si tratta della punta di un iceberg: l’incidenza reale della celiachia e’ di 1:100 – 1:150, ovvero sono 400-500 mila gli italiani che ancora non sanno di esserne affetti, esponendosi a gravi rischi per la salute. L’unica terapia ad oggi efficace per recuperare uno stato di salute ottimale e’ la dieta senza glutine, che nel corso degli ultimi 20 anni ha visto ampliare gli sforzi e la ricerca dell’industria alimentare, fino ad avere oggi oltre e piu’ di 13.000 prodotti a disposizione, tra mercato comune e prodotti erogati gratuitamente dal SSN.
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novembre 25, 2009   No Comments

Cresce la ristorazione per celiaci, ma tante incertezze

Cresce la ristorazione e i locali per celiaci, quasi 2.000, così come i prodotti alimentari in commercio, che rendono sempre più facile e piacevole la vita dei quasi 90 mila italiani che al glutine devono rinunciare. Ma le incertezze ancora sono molte, soprattutto sulla formazione, l’aggiornamento degli operatori di bar, mense e ristoranti, nelle mani dei quali è riposta la sicurezza di quanti devono evitare con cura la sostanza. La difficoltà di chi soffre di celiachia, è stato infatti sottolineato in un convegno a a Roma al Senato, è proprio quella di vivere con sicurezza il pasto fuori casa, dalle mense scolastiche al ristorante. Solo la metà dello ‘stivale’, ha sottolineato Elisabetta Tosi, presidente dell’associazione italiana celiaci (Aic) ha stanziato fondi per la formazione e l’aggiornamento degli operatori.

Fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com/

novembre 25, 2009   No Comments

Diagnosi celiachia: brevetto europeo all’italiana Eurospital

L’azienda di Trieste detiene in via definitiva ed inappellabile il brevetto europeo relativo all’uso della transglutaminasi tissutale, test di riferimento per la diagnosi di laboratorio della malattia celiaca. La vicenda iniziata nel 1997 si chiude dopo 12 anni di appelli e battaglie legali. Eurospital è decisa a far valere i propri diritti di licenza d’uso. Il brevetto è alla base anche del nuovo test per la diagnosi domiciliare della celiachia Xeliac Pro.
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novembre 25, 2009   No Comments

Quelle magnifiche fonti di studio per capire la genesi delle malattie

Celiachia, diabete, sclerosi multipla. Ma anche aspetti psicologici e comportamentali. Ecco cosa ha scoperto la comunità scientifica grazie alle più recenti indagini sui gemelli

Già nella seconda metà dell´Ottocento Francis Galton intuì nei gemelli le potenzialità di un metodo di indagine scientifica per discernere il contribuito delle tendenze innate da quello delle esperienze acquisite. Questo è l´obiettivo principale dell´epidemiologia genetica. Nel caso di una malattia a base genetica, la concordanza per malattia tenderà ad essere maggiore tra i gemelli monozigoti (MZ), geneticamente identici, rispetto ai gemelli dizigoti (DZ), che condividono in media la metà del patrimonio genetico. Inoltre, esistono patologie con una sostanziale componente familiare che si manifestano in un solo gemello all´interno di coppie MZ, verosimilmente in presenza di determinati scatenanti ambientali. È chiara quindi l´importanza dello studio dei gemelli per la comprensione della genesi delle malattie.
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novembre 25, 2009   No Comments

Convegno all’ospedale Maggiore: “Attualità in tema di malattia celiaca”

Per meglio comprendere e individuare le sue manifestazioni, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Università di Parma promuovono il convegno “Attualità in tema di malattia celiaca”, venerdì 27 novembre, dalle 8.30 alle 18 nella sala congressi del Padiglione Centrale (ex-Monoblocco) dell’ospedale. La giornata di aggiornamento scientifico e sensibilizzazione è rivolta a pediatri, medici di base e specialisti.

L’evento è organizzato dalla struttura complessa  di Gastroenterologia del dipartimento Materno-infantile dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria,  diretta da Gian Luigi de’ Angelis.

La celiachia è  un’intolleranza permanente al glutine che compare in soggetti geneticamente predisposti. Comporta la necessità di condurre una dieta speciale per tutta la vita, basata sulla privazione di cereali quali grano, avena, orzo, segnale e in generale di ogni alimento o medicinale contenente glutine.

L’evento formativo vuole sensibilizzare gli specialisti nei confronti di una malattia che va diagnosticata cercando di comprenderne ed individuarne le manifestazioni particolari.

Da alcuni anni infatti la malattia celiaca è al centro di ricerche scientifiche che hanno condotto a nuove e rilevanti acquisizioni in campo diagnostico. Si assiste quindi ad un aumento delle diagnosi, che spesso non corrisponde ad un incremento effettivo dei casi, ma ad una maggiore attenzione rivolta alla patologia ed alle maggiori conoscenze acquisite.

La celiachia non è più ritenuta una patologia di stretta pertinenza gastrointestinale ma è da considerarsi una malattia sistemica: oltre al danno provocato alla mucosa intestinale, può coinvolgere organi come pancreas, fegato ma anche la cute, i sistemi emopoietico e nervoso centrale, l’apparato osteo-articolare e quello riproduttivo. Le manifestazioni cliniche sono espressione delle carenze alimentari legate al malassorbimento, ma possono essere imputate anche a meccanismi di autoimmunità.

La ricerca scientifica ha inoltre consolidato che la diagnosi non interessa strettamente la popolazione pediatrica, ma può esordire in qualsiasi epoca della vita ed il quadro clinico varia in relazione all’età.

Fonte: www.lungoparma.com

novembre 24, 2009   No Comments

“Sono celiaco, non malato!”

Raffaella Oppimitti, co-autrice del libro “Sono celiaco, non malato!” insieme a Gianfranco Trapani risponde alle domande di sonoceliaco.com

Che vuol dire essere celiaci?

Per me essere celiaci è uno stile di vita da imparare, con cui convivere tutti i giorni, che come tale deve essere imparato, con pazienza e perseveranza. Ecco perché nasce il libro Sono celiaco, non malato!, perché vuole proprio essere una guida adatta ai celiaci di tutte le età, neo diagnosticati o di vecchia data come me, che sono celiaca da quando avevo 18 mesi, che possono trovare tanti suggerimenti pratici, consigli ma soprattutto un nuovo modo di approcciarsi alla celiachia.

Essere celiaci vuol dire innanzitutto prestare attenzione a quello che si mangia, il che, se ci si riflette un attimo, non è certo un aspetto negativo al giorno d’oggi, anzi, deve essere visto come una buona occasione per occuparci concretamente della nostra salute. Poi vuol dire essere coccolati: dalla mamma che si prodiga in ricette “speciali” prive di glutine, agli amici che scelgono ristoranti dove anche un celiaco può trovare qualcosa di adatto e che magari, quando ci si trova insieme a casa di qualcuno, scelgono di preparare un risotto al posto che la classica spaghettata o di prepararti un delizioso tiramisù “su misura” che gli altri riescono anche ad invidiarti!

Quali sono le difficoltà di un celiaco?

A me piace pensare alla celiachia non come una difficoltà da affrontare ma come una caratteristica, una peculiarità da saper all’occasione valorizzare. In fondo è grazie alla celiachia che ho avuto l’occasione di scrivere un libro: questa è la dimostrazione pratica che quelli che all’apparenza possono sembrare punti di debolezza possono diventare punti di forza.

Inoltre ritengo che in questa celebre frase di William James, contenuta anche in apertura del libro, sia riassunto quello che capita a tutti i celiaci, che ad un certo momento della loro vita hanno dovuto cambiare la propria alimentazione e un po’ anche il proprio modo di pensarsi:

Quasi tutti gli uomini vivono, fisicamente, intellettualmente o moralmente, entro il cerchio d’una parte assai ristretta del loro essere potenziale. Fanno uso d’una piccolissima porzione della loro coscienza possibile e in generale delle loro risorse spirituali, più o meno come un uomo che contraesse l’abitudine di usare e muovere, del suo intero organismo, soltanto il dito mignolo. Situazioni d’emergenza e crisi ci dimostrano che possediamo risorse vitali assai superiori a quanto supponessimo.

Perché il celiaco non è “malato”?

La celiachia non è una malattia, oltre alla rima c’è una mia forte convinzione dietro. Malgrado il Ministero della Salute classifichi la “sprue celiaca” in malattia rara (sono in atto cambiamenti per portarla da rara a cronica) ritengo che sia importante concentrarsi sugli aspetti positivi: la celiachia non richiede assunzioni di farmaci, spesso causa di pesanti effetti collaterali, nè comporta la dolorosa necessità di convivere con l’idea di una degenerazione progressiva. Leggete l’elenco delle malattie rare, capirete ciò che sto dicendo e vi convincerete voi stessi che in fondo la celiachia è la miglior cosa che vi poteva capitare.

Cosa si può imparare da questo libro?

sono_celiaco_non_malato

Direi che da questo libro si può imparare in primo luogo il modo giusto di essere celiaci, lo spirito giusto con cui affrontare questa novità e la pazienza per affrontarla giorno per giorno. Grande importanza nel libro è riservata all’aspetto pratico ma non mancano di essere analizzati anche l’aspetto medico, aggiornato alle ultime novità quali vaccino e pillola-anticeliachia e quello psicologico – emotivo e sociale che, come ben sapranno coloro che ci sono passati, non è un aspetto secondario ma anzi è fondamentale per vivere al meglio la celiachia; ecco allora che vengono analizzate nel dettaglio non solo le più tipiche reazioni nei soggetti celiaci per differenti fasce d’età ma anche come sarebbe bene si comportassero i famigliari, perché in qualsiasi momento della vita sopraggiunga la diagnosi di celiachia è di fondamentale importanza avere un supporto familiare e sociale; ecco un’altra cosa che si può imparare: dare il giusto appoggio e sostegno, perché essere celiaci in una famiglia che si adatta a modificare il proprio stile di vita è sicuramente più facile!

Tanti poi sono gli aspetti pratici analizzati, quindi si può imparare il modo migliore per ordinare i prodotti in farmacia e per fare la spesa, senza che questa diventi una tortura, si può imparare come organizzarsi in casa, come dividere la dispensa, come comportarsi al ristorante, a casa di amici e parenti, in vacanza in Italia ma anche all’estero (nel libro è allegato un dizionarietto ritagliabile in italiano-inglese e inglese – italiano con i termini utili per il celiaco in viaggio all’estero.

Poi si possono imparare tante originali e sfiziose ricette, che ho raccolto e sperimentato nella mia esperienza da celiaca, sono una quarantina e vanno dalle preparazioni più classiche a quelle più originali come per esempio il tiramisù alla frutta, si passa dalle preparazioni base ai dolci attraverso antipasti, primi e secondi e tutte le ricette contenute nel libro sono state approvate da Rossella Valmarana, Presidente AIC (Associazione Italiana Celiachia) Lombardia Onlus: potete fidarvi…provatele!

Come immagini il futuro delle persone celiache?

Ritengo che gli enormi progressi fatti fino ad oggi dalle ditte del senza glutine ci possano far ben sperare. Essere celiaci oggi è davvero diverso che esserlo stato 20 anni fa, quando i preparati senza glutine non riuscivano ad essere impastati e non esisteva nulla in commercio che assomigliasse a del pane comune o a delle tipiche merendine. Non dimentichiamo poi il grande impegno dell’Associazione Italiana Celiachia, di cui sono volontaria, che fa un grande lavoro per agevolare la vita a noi celiaci diffondendo informazioni in primis ma anche allargando il network di strutture informate sulla celiachia come ristoranti, pizzerie, alberghi, gelaterie e ancora promuovendo iniziative e corsi, io stessa probabilmente terrò per conto di AIC dei corsi di cucina per bambini celiaci che si svolgeranno a Milano nei mesi di febbraio e marzo.

novembre 17, 2009   No Comments

Celiachia infantile: a scuola basta un test salivale per scoprirla

La celiachia, malattia sociale sempre più diffusa, è un’intolleranza al glutine che può causare, non riconosciuta, complicazioni di diversa natura. Proprio per mettere al riparo bambini e famiglie da diagnosi errate o non tempestive è stato presentato in Campidoglio il Progetto “Ottimizzazione delle procedure di screening della malattia celiaca nei bambini della prima classe delle scuole primarie del Comune di Roma” – Campagna di prevenzione delle complicanze” che, con un semplice test salivale, evitando ogni prelievo di sangue, permette una seria indagine diagnostica. [Leggi tutto →]

novembre 12, 2009   1 Comment

Celiachia, nuvola che porta alla tempesta

Il professor Joseph Murray della Divisione di Gastroenterologia ed Epatologia della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota, USA) ad un recente convegno sulla celiachia tenutosi a Chicago il 10 e 11 settembre 2009, ha introdotto una nuova immagine quale analogia del morbo celiaco: la nuvola.

Ma non si è sempre parlato di iceberg celiaco? Perché il professor Murray ora tira fuori dal suo cappello questa nuova analogia? E a che genere di nuvola dobbiamo immaginare quando pensiamo alla celiachia?

Se pensiamo al rischio di sviluppare un linfoma intestinale o altri tumori, al potenziale sviluppo di sintomi neurologici non sempre reversibili, al deficit di crescita nei bambini e all’aumentato rischio di mortalità associato alla mancata diagnosi, l’immagine evocata è quella della “storm cloud” e cioè della nuvola che porta a una tempesta con tutte le sue conseguenze. Fortunatamente però, grazie ad una maggiore conoscenza da parte di medici e pazienti delle diverse manifestazioni della malattia e alla disponibilità di sensibili e specifici test sierologici di screening, solo raramente la malattia si associa ad un’immagine così minacciosa.

Sintomi gastrointestinali

Nella maggior parte dei casi oggi la malattia si presenta alla diagnosi con sintomi gastrointestinali variabili, anemia in prevalenza sideropenica, prematura osteopenia e/o ospetoporosi, alterazioni di laboratorio spesso subcliniche, deficit vitaminici, alterazioni dermatologiche e la maggior parte di queste manifestazioni ha una pronta risposta alla dieta priva di glutine. Ecco allora che l’immagine della nuvola è già più benevola: probabilmente pioverà, forse ci sarà anche un grande acquazzone, ma poi passerà tutto senza lasciare grossi danni.

Ma la nuvola può avere un aspetto addirittura confortevole: pensiamo a come ci sentiamo riparati da Una nuvola in una afosa giornata estiva sotto un sole cocente e nell’ora più calda…ma da cosa può “riparare” la celiachia? Numerosi studi hanno dimostrato che i celiaci sono meno obesi, hanno livelli più bassi di colesterolo, e un profilo lipidico migliore rispetto alla popolazione generale e inoltre fumano di meno! Tutto ciò protegge i celiaci dal rischio cardiovascolare e questo non è assolutamente poco: le malattie cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus cerebri) sono la causa più importante di mortalità, morbosità e invalidità nella popolazione italiana.

Come conclude il Prof. Murray “Every cloud has a silver lining”: dietro ogni nuvola c’è un motivo si speranza.

Dieta senza glutine

Vi sono tuttavia preoccupazioni che la “nuvola” protettiva di Murray possa dissolversi in corso di dieta aglutinata fondamentalmente per 2 motivi.

Da una parte vi sono preoccupazioni relative all’aumento del peso corporeo nei pazienti celiaci a dieta, ed in particolare nei bambini. Attualmente solo una minoranza dei pazienti è sottopeso al momento della diagnosi, e la maggior parte dei pazienti è normopeso o lievemente soprappeso prima di iniziare dieta aglutinata. Dati di un paio di anni fa ottenuti in Irlanda hanno dimostrato che il 39% dei pazienti, quando posti a dieta aglutinata, diventano soprappeso, e di questi 1/3 sono a rischio obesità. Questo fenomeno può contrastare con i benefici attesi dalla dieta aglutinata (e dissolvere la nuvola).

È quindi necessario che i pazienti seguano una dieta aglutinata ma ben bilanciata in termini di apporto quantitativo globale di calorie ma anche di apporto qualitativo. È importante sottolineare come prodotti per celiaci siano spesso molto ricchi in zuccheri raffinati ed in grassi saturi che sono in grado di peggiorare il profilo metabolico dei pazienti

L’altro motivo di preoccupazione è che i pazienti a dieta aglutinata non assumano la quantità raccomandata di vitamine e micronutrienti. Deficit di assunzione di vitamine (folati e B6), ferro, calcio e fibre sono riportate in pazienti celiaci a dieta aglutinata.

Queste considerazioni sottolineano il punto che le prerogative della dieta per celiaci non si devono limitare all’assenza assoluta di glutine ma devono riguardare anche la composizione della dieta in termini qualitativi (pochi zuccheri raffinati e grassi saturi, più fibre e vitamine) e quantitativi (normale apporto calorico giornaliero). Questi concetti del “mangiare sano” stanno assumendo molta importanza tra gli studiosi e per questo problema è in corso uno studio prospettico nel nostro Istituto di Gastroenterologia (Spedali Civili ed Università di Brescia). Questo tema verrà proposto e discusso in un Convegno promosso dall’Asl di Brescia che si svolgerà il 14 nella sala conferenze di Ubi Banca in piazza mons. Almici 11. Al pomeriggio incontro con i pazienti su questo tema e su altri attualità. In quella occasione verranno presentate ricette di semplice esecuzione (con dimostrazione anche video) per un “mangiare sano”.

Fonte: www.giornaledibrescia.it

Immagine anteprima YouTube

novembre 9, 2009   No Comments

Ricette senza glutine: Arepas

La arepa è un pane di farina di mais di forma circolare e piatta da dieci a venti centimetri di diametro che generalmente si mangia alla piastra o fritto. È un piatto della gastronomia colombiana e venezuelana ma è ormai tradizionale anche nelle Isole Canarie, vista l’importante ondata di immigrazione venezuelana che ha interessato le isole nel secolo scorso.

Ingredienti

300 g di farina di mais precotta (marca P.A.N)
Acqua tiepida q.b.
Una presa di sale e un tocchetto di burro.

Preparazione
Impastare la farina in un recipiente con un pò d’acqua tiepida. Aggiungere il sale e il burro. L’impasto deve essere morbido e capirete che avete raggiunto la consistenza giusta e avrete aggiunto la quantità d’acqua adeguata quando la massa non si attaccherà ormai sulle dita.
Dev’essere un composto abbastanza morbido e malleabile.
Una volta impastata, prendere un pò dell’impasto e fare delle grandi polpette e schiacciatele sul palmo della mano con una leggera pressione, poi mettetele da parte in un piatto.
Scaldate l’olio in una padella, quando la temperatura è alta friggete le arepas. Le vedrete gonfiare un pochino e dorarsi. Una volta dorate da entrambe le parti, toglietele dalla padella e fatele poggiare su uno strato di carta assorbente.

Come si servono
Le arepas si servono calde. Aprire la arepa in due e imbottire. Le salse tipiche sono preferibilmente la “carne mechada”, la “salsa di avocado”, il “contorno canario” o prosciutto e formaggio.

CARNE MECHADA

Ingredienti per stufare la carne:
2 kg di carne di vitello per ragù
1 cipolla
1 peperone rosso
1 carota
1 ramo di sedano
Sale

Per il soffritto:
3 cipolle
3 peperoni verdi
2 spicchi d’aglio
3 pomodori molto maturi
1 cucchiaino di pepe nero macinato
1/2 bicchiere di vino rosso

Preparazione
Mettere la carne a stufare in una pentola con gli ingredienti che si indicano sopra per 2 ore (se la mettete in una pentola a pressione serve molto meno tempo). La carne deve essere molto molto cotta in modo che si possa “mechar”, ovvero che ogni pezzo si possa dividere in tante striscioline con le mani secondo il taglio della carne.
Una volta cotta la carne ancora intera, togliere dal liquido e lasciarla raffreddare. Ridurla in filamenti fini ed eliminare grasso.
In una casseruola si soffriggono a fuoco medio le cipolle, i peperoni e gli agli tagliati a la julienne per 5 minuti. Aggiungere la carne in striscioline e soffriggere altri tre minuti. Aggiungere i pomodori, il pepe e il vino e far cuocere a fuoco basso per altri 15 minuti per addensare il tutto.

SALSA DI AVOCADO
Scegliere un avocado molto maturo. Togliere la buccia con le mani e tagliarlo a pezzetti. Tritarlo in un tritatutto e aggiungere sale, alcune gocce di tabasco, mezzo pomodoro medio a pezzetti e mezzo spicchio d’aglio (o anche di più, a piacere!) e un goccino d’olio! Tritare bene e, quando sarà una crema omogenea, servire!

INSALATA CANARIA
Fare un insalata di peperone verde, cipolla e pomodori tagliati a pezzetti molto piccoli. Aggiungere tonno a pezzetti, sale, olio e servire.

novembre 6, 2009   No Comments