Allarme celiachia, mezzo milione di italiani malati ma non lo sanno
Sono sempre piu’ le persone in Italia che soffrono di celiachia, l’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica contenuta in numerosi cereali e largamente impiegata nell’industria alimentare. Oggi in Italia i celiaci effettivamente diagnosticati sono tra 85 e 90 mila, ma si tratta della punta di un iceberg: l’incidenza reale della celiachia e’ di 1:100 – 1:150, ovvero sono 400-500 mila gli italiani che ancora non sanno di esserne affetti, esponendosi a gravi rischi per la salute. L’unica terapia ad oggi efficace per recuperare uno stato di salute ottimale e’ la dieta senza glutine, che nel corso degli ultimi 20 anni ha visto ampliare gli sforzi e la ricerca dell’industria alimentare, fino ad avere oggi oltre e piu’ di 13.000 prodotti a disposizione, tra mercato comune e prodotti erogati gratuitamente dal SSN.
Tuttavia, se all’interno della propria casa e’ ormai facile seguire in modo rigoroso abitudini che escludano il glutine dalla propria alimentazione, le difficolta’ reali per chi soffre di celiachia sono rappresentate ancora dalle occasioni di convivialita’ fuori casa, che costituiscono mediamente il 30% del totale dei pasti giornalieri, rappresentando quindi un importante condizionamento delle relazioni sociali.
Il tema dell’alimentazione fuori casa e’ stato il cuore del dibattito del convegno in Senato ”Celiachia tra presente e futuro”, nel corso del quale i rappresentanti di tutte le parti coinvolte in questo scenario – mondo medico-scientifico, industria alimentare, associazioni e pazienti – hanno dialogato oggi con i rappresentanti delle Istituzioni e dell’Istituto Superiore di Sanita’ in modo da aprire una piattaforma di confronto su temi importanti come la formazione di esercizi commerciali, come ristoranti ed alberghi, che vogliono offrire un servizio anche ai clienti celiaci, e l’inserimento della contaminazione del glutine all’interno del sistema HACCP applicato alla ristorazione, le relative verifiche e controlli alle aziende.
”La legge 123 del 2005 ha definito gli interventi atti a favorire il normale inserimento nella vita sociale delle persone celiache: in essa la celiachia e’ stata riconosciuta malattia sociale, importantissimo traguardo, e il diritto al pasto senza glutine nelle strutture pubbliche e’ stato stabilito – ha dichiarato Elisabetta Tosi, Presidente dell’Associazione Italiana Celiachia – inoltre la norma, per parlare del tema dell’alimentazione fuori casa senza glutine, ha anche stanziato fondi per la formazione e l’aggiornamento degli operatori della ristorazione e alberghieri, dando competenza alle amministrazioni attuali per la realizzazione di tali attivita’. Tuttavia, restano aperti ancora molti punti critici, principalmente connessi ad una non completa e capillare applicazione della legge”.
Fonte: www.asca.it


0 comments
Kick things off by filling out the form below.
Effettua il log in per inviare un commento.