Amaranto

Amaranto

L’amaranto (famiglia delle Amarantacee) botanicamente non appartiene ai cereali, ma viene considerato uno “pseudocereale”. La pianta, originaria del Centro America, veniva coltivata dalle civiltà precolombiane e i suoi chicchi erano definiti dagli Aztechi “il grano degli Dei”.

Coltivazione
Le tre specie di amaranto coltivato sono: l’Amaranthus cruentus, l’Amaranthus hypochondriacus e l’Amaranthus caudatus.
Si semina ad aprile. La pianta può crescere fino a 2 m di altezza, fiorisce in estate e produce grani sferici e brillanti racchiusi in spighe rosso porpora. Una singola pianta può produrre fino a 200.000 semi.
Coltivazioni a scopo commerciale si trovano in Messico, Sud America, Stati Uniti, Cina, India, Nepal, Russia, Polonia, Austria e Italia (Pianura Padana).
Anche le foglie sono commestibili e sono usate come una fonte indispensabile di cibo in India e in Sud America.

Proprietà nutritive
È un alimento dal gusto gradevole, naturalmente privo di glutine, altamente digeribile e particolarmente ricco di proteine e fibre. Ha un elevato contenuto di calcio, fosforo, magnesio e ferro.

Usi in cucina
Tostato per croccanti, muesli ecc. o bollito per zuppe, crocchette e sformati.
Se ne può usare anche la farina.

Preparazione
Puoi tostare l’amaranto in padella con un filo di olio.
Puoi bollire l’amaranto, dopo averlo lavato con acqua corrente, per 30/40 minuti (20 se in pentola a pressione), in un quantitativo di acqua pari a 3 volte quello dei chicchi. Dopo la cottura, lascia riposare 10 minuti a pentola coperta, senza mescolare, per permettere ai chicchi di assorbile l’acqua e gonfiarsi.

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