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Agosto 2008

- Pane di riso senza glutine [Obtenido un pan de harina de arroz apto para celíacos]
- Celiachia, in aumento la percentuale dei bambini intolleranti al glutine nel cesenate
- Bimbi, diete e celiachia

Luglio 2008

- "BIRRA E SOUND” a Lecce
- Celiachia e osteoporosi: ai bambini basta la dieta
- Buoni Pasto… senza glutine! Rinnovato l’Accordo RistoChef - A.I.C.
- AMBAR - Nuova birra senza glutine
- La diagnosi di celiachia in punta di dita di qua e di là dal mare
- Los celíacos de Mallorca ya pueden comulgar
- Confesercenti su vendita prodotti alimentari per celiaci
- E ora la grande industria si adegua
- Celiac disease: an elusive ’iceberg’
- Iniziative dell'AIC per i celiaci in Basilicata

Giugno 2008

- Atripalda (AV), torna "Shopping in pizza"
- Le malattie nascoste nel “tenue”
- Prosegue in Umbria il progetto sperimentale per affetti da celiachia
- L'Aic ancora una volta sul podio
- Celiachia: impegno delle farmacie venete per controllare la spesa in alimenti privi di glutine
- Kid's World: il campus per bimbi celiaci
- «La Puglia è al fianco dei malati di celiachia»
- Costa Crociere firma accordo con Aic: menù ad hoc per i celiaci

Maggio 2008

- Corso di educazione alimentare a La Spezia
- Inizia domani «Vivace»
- Terza Coppa Europea "Pizza di Qualità"
- Il 24 maggio "Ospedale aperto" all'Humanitas di Milano
- Veneto: Comm.Sanità approva interventi e sgravi per malati celiaci
- Celiachia, la nuove frontiere
- «Vivace» diventerà un evento annuale
- Ma l'intolleranza può anche insorgere in età adulta
- "La pillola? E' solo una questione di tempo"



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AGOSTO 2008


28 agosto 2008
Pane di riso senza glutine
[Obtenido un pan de harina de arroz apto para celíacos]

EL PAÍS, Valencia - [edizione del 12/08/2008] - Leggi articolo originale

Il Consiglio Superiore della Ricerca Scientifica spagnolo - CSIC - ha creato per i celiaci un nuovo tipo di pane di farina di riso.
La ricercatrice Cristina Molina-Rossell, che ha diretto la ricerca, afferma che rispetto alle qualità di pane senza glutine che esistono sul mercato, il pane di farina di riso si distingue per la sua consistenza, il sapore, la sua mollica piú soffice, potendo cosí sempre di piú ricordare le proprietà del pane di grano.
Il CSIC sta sperimentando, inoltre, una versione del “pan de Broa” senza glutine.
Il pan de Broa è un pane tipico della Galizia (regione del Nord-Ovest della Spagna) e del Nord del Portogallo, che contiene principalmente farina di mais, segale e grano.
L’intenzione è quella di creare un “pan de Broa” che contenga esclusivamente mais ma che mantenga le caratteristiche sensoriali di quel tipo di pane.

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26 agosto 2008
Celiachia, in aumento la percentuale dei bambini intolleranti al glutine nel cesenate

Quotidiano del Nord - Leggi articolo originale

L'Azienda Usl Cesena informa che aumentano i bambini affetti da celiachia sul territorio cesenate.

Dai dati forniti dalla Pediatria di Comunità, i minorenni intolleranti al glutine residenti nel territorio di competenza dell’Azienda USL di Cesena sono ad oggi 139 (65 nel Distretto Cesena-Valle-Savio e 70 nel Distretto Rubicone, 47 maschi e 92 femmine).
Nel 2007, in particolare, sono state 20 le nuove diagnosi pediatriche di celiachia nell’Azienda USL di Cesena. Ciò significa che uno su 228 dei giovani cesenati è sicuramente celiaco (pari a 4,38 per mille); i dati internazionali parlano di una soggetto affetto da celiachia ogni 200 persone circa nella popolazione generale.
Nel 1999, anno di inizio della rilevazione di questa patologia, i celiaci cesenati noti in età 0-18 anni erano 88, e negli ultimi anni il dato è salito di anno in anno (122 nel 2004, 125 nel 2005, 133 nel 2006).
“L’aumento del numero di persone affette da intolleranza al glutine – spiega il Dott. Paolo Faberi, medico della Pediatria di Comunità dell’Ausl di Cesena e coordinatore del Progetto Follow Up Celiachia - è in costante crescita in tutto il mondo, soprattutto per una maggiore attenzione dei medici a questo problema e per la relativa facilità con cui è oggi possibile fare la diagnosi”.
“Anche se, in realtà – continua Faberi - ancora oggi sono molti i celiaci, soprattutto adulti, che non sanno di esserlo. Solo una piccola parte di pazienti infatti presenta i sintomi gastrointestinali (diarrea, vomito, dolore addominale) che in passato erano ritenuti segni caratteristici della malattia; oggi sappiamo che la malattia può presentarsi anche con sintomi molto diversi (disturbi della crescita, anemia persistente, disturbi tiroidei, epatici, della fertilità, malattie autoimmuni in genere,..).
In alcuni casi, i disturbi sono molto sfumati e poco appariscenti. Purtroppo un soggetto celiaco che non sa di esserlo e quindi non segue una dieta priva di glutine, va incontro nel tempo ad un rischio aumentato di altre patologie. Il mondo pediatrico – conclude il Dott. Faberi - è tradizionalmente molto interessato a questa malattia ed alle modalità per individuare gli affetti e rispondere ai loro problemi”.
E proprio per facilitare il percorso assistenziale dei ragazzi celiaci e delle loro famiglie, portando l’assistenza direttamente nell’ambulatorio del pediatra di famiglia, l’Ausl di Cesena ha dato il via nel 2007 al “Progetto Follow Up Celiachia”, che coinvolge circa un centinaia di famiglie cesenati con figli minorenni celiaci.
Il progetto, coordinato dalla Pediatria di Comunità dell’Ausl di Cesena insieme all’Unità Operativa Pediatria del Bufalini e ai Pediatri di Famiglia, garantisce una assistenza integrata ai minori con celiachia consentendo di seguire il percorso assistenziale di ogni singolo ragazzo intollerante al glutine, individuare eventuali problemi, e cercare le soluzioni adeguate insieme al pediatra curante ed ai colleghi ospedalieri.

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26 agosto 2008
Bimbi, diete e celiachia.

Dada.net - Leggi articolo originale

Quando il bambino celiaco segue rigorosamente una dieta priva di glutine, tutte le alterazioni metaboliche e della mineralizzazione ossea riscontrate si normalizzano nel giro di 6-12 mesi. A scoprirlo un'equipe tutta italiana.

Chi soffre di celiachia (intolleranza al glutine) va spesso incontro ad alterazioni nel metabolismo del calcio (Ca 2+) che possono causare osteopenia, cioè una riduzione della massa ossea dovuta a squilibri nell’assorbimento di questo minerale, fino a sfociare in osteoporosi (in una percentuale di casi che va dal 35-85%). Il fenomeno interessa soprattutto i casi di celiachia diagnosticati tardivamente in età adulta, ma può manifestarsi anche nei bambini.
Per riconoscere le alterazioni del metabolismo del calcio e della mineralizzazione ossea si eseguono esami sia ematologici che radiologici come la Densitometria Ossea (DEXA). Tali esami - che forniscono un’indicazione sullo stato di salute delle ossa prima dell’inizio della terapia con la dieta senza glutine e che servono a monitorarne l’andamento nel tempo una volta che la dietoterapia sia stata instaurata - sono oggi consigliati anche in pediatria.
Ma sono veramente necessari, nel bambino celiaco?
La risposta è no. E viene da una ricerca della Clinica Pediatrica dell’Università di Trieste presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico materno-infantile Burlo Garofolo - Ospedale di alta specializzazione e di rilievo nazionale per la salute della donna e del bambino – appena pubblicata dalla rivista The Journal of Pediatrics. Con questo studio l’equipe guidata da Alessandro Ventura, Direttore della Clinica Pediatrica, ha confermato che una percentuale rilevante di bambini celiaci presenta effettivamente alterazioni misurabili del metabolismo del calcio e della mineralizzazione ossea al momento della diagnosi.
Nel contempo, ha anche dimostrato che se il bambino celiaco segue rigorosamente una dieta priva di glutine, tutte le alterazioni metaboliche e della mineralizzazione ossea riscontrate si normalizzano nel giro di 6-12 mesi. Tale indicazione, auspicano i ricercatori, potrà essere d’aiuto soprattutto ai pediatri evitando la prescrizione di esami non necessari, e consentendo loro di focalizzarsi piuttosto sull’osservanza della dieta da parte del bambino.
Cinquantaquattro bambini celiaci (fra cui alcuni asintomatici, ma diagnosticati celiaci nel corso di uno screening separato) e 60 bambini sani sono stati selezionati dall’equipe medica del Burlo Garofolo con l’obiettivo di monitorare nel tempo le condizioni del loro tessuto osseo.
Tra i parametri metabolici indagati figurano il dosaggio del calcio, del fosforo, dell’ormone paratiroideo (PTH) e altri marcatori di attività ossea. “Fino a poco tempo fa – spiega la dott.ssa Grazia di Leo, del Servizio di Gastroenterologia della Clinica Pediatrica del BG – non era del tutto chiaro se i disturbi del metabolismo osseo del bambino celiaco fossero presenti nei soggetti celiaci già in età pediatrica, né se la durata dell’esposizione al glutine avesse importanza o quale fosse il ruolo effettivo della dieta senza glutine nel risolvere il problema. Così abbiamo deciso di controllare nel tempo (dopo 6-12 mesi di dieta senza glutine) tutti i bambini celiaci entrati nello studio, ai quali erano state riscontrate alterazioni del metabolismo e della mineralizzazione ossea, prendendo in esame gli indicatori di salute dell’osso. Al termine dei primi sei mesi di osservazione, abbiamo constatato che la sola dieta priva di glutine bastava a riportare alla normalità le ossa dei bambini celiaci”.
La cattiva mineralizzazione dell’osso dei soggetti celiaci ha fondamentalmente due cause: da un lato la difficoltà ad assorbire gli alimenti, che coinvolge e compromette anche l’assorbimento della vitamina D e del Calcio. Dall’altro, la presenza di uno stato infiammatorio cronico, locale o sistemico, che aggrava il quadro clinico generale. Se nell’individuo adulto è risaputo che la sola dieta non è sempre sufficiente a far regredire il danno osseo, nel bambino, come dimostra lo studio del Burlo, l’osservanza rigorosa delle norme alimentari per celiaci può risolvere il problema in tempi relativamente brevi.
“Lo studio che abbiamo portato a termine nel nostro Istituto – precisa Alessandro Ventura, Direttore della Clinica Pediatrica - è il primo studio sistematico sul metabolismo del calcio in età infantile. Da esso abbiamo tratto un insegnamento fondamentale: è vero che la celiachia danneggia l’osso ma, soprattutto in età pediatrica, non serve mointorare l’evoluzione del danno a questo tessuto con esami specifici quali, per esempio, la DEXA. Molto più produttivo è concentrare la propria attenzione sul fatto che il bambino osservi con regolarità e attenzione una dieta priva di glutine; in questo il ruolo dei pediatri può rivelarsi determinante. Così facendo, oltre a un risparmio di circa 120€/bambino (questo il costo complessivo degli esami), si attua anche una sorta di intervento preventivo e di ecologia ambientale evitando di sottoporre organismi in crescita a dosi, per quanto contenute, di radiazioni, come quelle emesse nel corso della densitometria”.

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LUGLIO 2008


25 luglio 2008
"BIRRA E SOUND” a Lecce

Lecceprima.it - Leggi articolo originale

Si è tenuta stamani a Palazzo Adorno a Lecce la conferenza di presentazione della quarta edizione di “BirraeSound”, il festival della birra organizzato da Mebimport, azienda leader per l’importazione e la distribuzione dei più famosi marchi birrai europei, con il patrocinio del Comune di Leverano, della Provincia di Lecce, della Camera di Commercio e di Assindustria.
La grande manifestazione si svolgerà, come vuole la tradizione, presso l’area mercatale di Leverano, dal 5 al 10 agosto. I visitatori si troveranno in una vera e propria “cittadella internazionale della birra”, in cui potranno degustare circa 100 tipologie di birra alla spina e specialità in bottiglia. L’intento degli organizzatori è ricreare un percorso teso a far rivivere tutti insieme il fascino originale e l’atmosfera caratteristica di pub inglesi, danesi, spagnoli, tedeschi, irlandesi, scozzesi e di altre culture birraie.
Le novità che l’edizione 2008 riserverà al pubblico sono numerose e rivolte ad un target di pubblico sempre più ampio: a partire da quest’anno, infatti, grazie alla collaborazione dell’Aic (Associazione italiana celiachia puglia), anche le persone affette da intolleranza al glutine potranno partecipare alla manifestazione. È stata infatti pensata un’area, all’interno di Birra e Sound, completamente dedicata ai celiaci, in cui potranno degustare 5 differenti tipi di birre e molti prodotti gastronomici tipici, appositamente preparati per le loro esigenze alimentari.
“Siamo grati per quello che si sta facendo in questa manifestazione – ha detto durante la conferenza Dario Rizzato, consigliere regionale dell’Aic – perché è giusto pensare anche a chi, a causa di un’intolleranza al glutine, spesso è costretto a rinunciare a questo genere di eventi”.
Birra e Sound, inoltre, quest’anno è stata organizzata con un’attenzione particolare alla tradizione e alla valorizzazione del territorio. Sono state, infatti, create delle aeree destinate alla promozione e alla vendita di prodotti gastronomici, che presentano buone affinità con il gusto della birra, tra cui la zona “Festa delle feste”, in cui gli stand delle più importanti sagre salentine garantiranno la presenza di cibi tipici prodotti in loco, dolci e frutta.
A rendere indimenticabili le notti di “Birra e Sound” contribuirà anche il lavoro della “Luminarie De Cagna” di Maglie. “Non è facile coprire 10 mila metri quadri – ha detto a tale proposito Giuseppe De Cagna – ma riusciremo a dare alla manifestazione un tocco di magia, grazie ad un gioco di luce calda e luce fredda, un binomio che garantirà un’atmosfera suggestiva e coinvolgente.”
Arricchiranno inoltre il festival live Musicali di vario genere, organizzati da Mad Management, in collaborazione con Sum, che cura ancora una volta la direzione artistica della manifestazione.
E per concludere in tutta sicurezza quest serate dedicate al culto della birra, il servizio BirraeSound in bus penserà a riaccompagnare nei vari paesi tutti i visitatori che lo desidereranno, per evitare che chi non riuscirà a rinunciare alla degustazione di tutti i 100 differenti tipi di birra si metta alla guida, diventando un pericolo per sé e per gli altri [Francesca Maci].

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19 luglio 2008
Celiachia e osteoporosi: ai bambini basta la dieta

Sanihelp.it - Leggi articolo originale

Chi soffre di celiachia va spesso incontro ad alterazioni nel metabolismo del calcio che possono causare osteopenia, cioè una riduzione della massa ossea dovuta a squilibri nell’assorbimento di questo minerale, fino a sfociare in osteoporosi (35-85% dei casi).
Il fenomeno interessa soprattutto i casi di celiachia diagnosticati tardivamente in età adulta, ma può manifestarsi anche nei bambini. Per riconoscere le alterazioni del metabolismo del calcio e della mineralizzazione ossea si eseguono esami sia ematologici che radiologici come la Densitometria Ossea (DEXA).
Tali esami sono oggi consigliati anche in pediatria. Ma sono veramente necessari, nel bambino celiaco? La risposta è no. E viene da una ricerca della Clinica Pediatrica dell’Università di Trieste presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico materno-infantile BurloGarofolo, ospedale di alta specializzazione e di rilievo nazionale per la salute della donna e del bambino, appena pubblicata dalla rivista The Journal of Pediatrics.
Con questo studio, l’equipe guidata da Alessandro Ventura, Direttore della Clinica Pediatrica, ha confermato che una percentuale rilevante di bambini celiaci presenta effettivamente alterazioni misurabili del metabolismo del calcio e della mineralizzazione ossea almomento della diagnosi. Nel contempo, ha anche dimostrato che se il bambino celiaco segue rigorosamente una dieta priva di glutine, tutte le alterazioni metaboliche e della mineralizzazione ossea riscontrate si normalizzano nel giro di 6-12 mesi.
Tale indicazione, auspicano i ricercatori, potrà essere d’aiuto soprattutto ai pediatri evitando la prescrizione di esami non necessari, e consentendo loro di focalizzarsi piuttosto sull’osservanza della dieta da parte del bambino.
«Lo studio che abbiamo portato a termine nel nostro Istituto - precisa Alessandro Ventura, direttore della Clinica Pediatrica - è il primo studio sistematico sul metabolismo del calcio in età infantile. Da esso abbiamo tratto un insegnamento fondamentale: è vero che la celiachia danneggia l’osso ma, soprattutto in età pediatrica, non serve mointorare l’evoluzione del danno a questo tessuto con esami specifici quali, per esempio, la DEXA. Così facendo, oltre a un risparmio di circa 120 euro bambino per il costo complessivo degli esami, si attua anche una sorta di intervento preventivo e di ecologia ambientale evitando di sottoporre organismi in crescita a dosi, per quanto contenute, di radiazioni, come quelle emesse nel corso della densitometria».

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18 luglio 2008
Buoni Pasto… senza glutine! Rinnovato l’Accordo RistoChef - A.I.C.

Quotidiano del Nord - Leggi articolo originale

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine (sostanza presente, ad esempio, nell’avena, nel frumento, nel farro, nell’orzo). L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100/150 persone ed ogni anno l’incremento dei celiaci sulle nascite è di circa il 10%. Per la cura di questa intolleranza occorre escludere dalla dieta alcuni degli alimenti più comuni come: pane, pasta, biscotti, pizza ed essere certi dell’assenza anche delle più piccole tracce di farina da ogni piatto. L’educazione alimentare di chi somministra preparazioni ai celiaci è dunque fondamentale atteso che l’assunzione di glutine, anche in piccole dosi, può causare danni ai soggetti intolleranti a questa sostanza.
Riuscire a conciliare le esigenze della dieta gluten free con la velocità del pasto fuori casa per motivi di lavoro non è sempre facile, soprattutto se non si sa dove trovare un ristorante o una pizzeria in grado di preparare i piatti nel rispetto del protocollo previsto per la corretta alimentazione dei celiaci. Quasi due milioni di italiani utilizzano i Buoni Pasto ma nessuna società che li emette si era soffermata a fare questa riflessione.
RistoChef, società appartenente al Gruppo internazionale ELIOR, operatore leader in Italia nel settore dei Buoni Pasto con i marchi BuonChef e BuonChef CLUB, è stata la prima nel suo settore a porsi l’obiettivo di migliorare le performance dei propri servizi rendendo possibile una corretta alimentazione fuori casa anche a questa categoria di clienti-consumatori.
Il gradimento per questa iniziativa (che ha letteralmente fatto scuola ed è stata introdotta tra le specifiche tecniche di alcuni tra i principali appalti del settore, come quelli recentemente indetti da Gruppo ENI, Regione Piemonte e Regione Lombardia) e la sua capacità di diffondere una corretta cultura sull’alimentazione gluten free hanno favorito il rinnovo della partnership tra RistoChef e l’Associazione Italiana Celiachia (A.I.C.). L’accordo (che rinnova il precedente stipulato nel 2004) conferma la particolare attenzione di RistoChef per il miglioramento delle performance qualitative dei servizi gestiti rivolti ad oltre 250.000 Clienti finali/giorno e l’iniziativa è stata ripresa tra le best practice del “Libro d’Oro della Responsabilità Sociale d’Impresa” (consultabile sul sito della C.C.I.A.A. di Milano).
Le iniziative di collaborazione con A.I.C. hanno condotto ad un incremento del numero degli esercizi pubblici convenzionati con BuonChef che si sono qualificati come idonei alla somministrazione di preparazioni alimentari in linea con le esigenze dietetiche dei celiaci. Le cifre lo confermano: il 20% degli Affiliati BuonChef raggiunti dalle iniziative di promozione della cucina “senza glutine” è entrato a far parte del “Progetto Alimentazione Fuori Casa” promosso dall’Associazione Italiana Celiachia.

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16 luglio 2008
AMBAR - Nuova birra senza glutine

sonoceliaco.com - Leggi articolo originale

Articolo tradotto dal sito della FACE - Federación de Asociaciones de Celiacos de España

Ambar ha lanciato una birra senza glutine per le persone celiache che mantiene le stesso sapore, aroma e prezzo della birra tradizionale. Lo ha annunciato il responsabile dell’area ristorazione della Expo Zaragoza (Esposizione internazionale sull’Acqua e lo Sviluppo Sostenibile aperta dal 14 giugno al 14 settembre 2008), Franscisco Azlor, durante la presentazione di questo prodotto che si distribuirà negli stabilimenti della fiera dal 14 giugno, data in cui si inaugura l’esposizione.
Dopo un lungo percorso di ricerca e conversazioni con FACE (Federación de Asociaciones de Celiacos de España), Birra La Zaragozana lancia la sua birra Ambar Especial “adatta ai celiaci”. La fabbrica di birra sta realizzando analisi sulla produzione ottenendo risultati di 6 ppm di glutine.
Il formato della bottiglia è il tradizionale, di 33 cl e nell’etichetta appare il simbolo della spiga sbarrata, marca registrata da FACE e autorizzata per questo tipi di prodotti.

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16 luglio 2008
La diagnosi di celiachia in punta di dita di qua e di là dal mare

Salute Europa - Leggi articolo originale

Solo poco più di venti anni fa la celiachia era ancora considerata una malattia rara o molto rara, monomorfa sul piano clinico (grave sindrome da malassorbimento) e istologico, misteriosa sul piano patogenetico, la cui diagnosi imponeva un percorso lungo e laborioso che passava per più di una biopsia intestinale. Di fatto si trattava di una malattia poco conosciuta e mai pensata al di fuori dello stretto ambito specialistico gastroenterologico.
L'era che si è ora aperta è quella dei test rapidi per il dosaggio degli anticorpi anti-transglutaminasi su goccia di sangue. Test che si presentano come uno strumento diagnostico di massima sensibilità e minima invasività, realmente utilizzabili in ambulatorio, al letto del paziente in ospedale o anche a casa sua. Test per togliersi il dubbio seduta stante, in cinque minuti.
"Alcuni anni fa difficilmente avrei pensato di poter inserire nel mio protocollo mentale, relativo al sospetto diagnostico di malattia celiaca, un test che con poche gocce di sangue mi avrebbe permesso un approccio iniziale (decisamente poco invasivo e particolarmente semplice da eseguire) a una patologia così importante e multiforme. Ora che il test esiste, è in commercio, facilmente reperibile in tutte le farmacie, a un costo abbordabile, ovviamente l'incredulità cerca e vuole conferme nelle varie possibili applicazioni (Screening? Esame al sospetto clinico? Esame ai soggetti a rischio?)". Questa è l'introduzione del dott. Lamberto Reggiani al Focus "La Diagnosi di celiachia in punta di dita di qua e di là dal mare" che Medico e Bambino pubblica sul numero di giugno. Testimonia un'esperienza sul campo, sul test rapido e dice molto su cosa significa oggi pensare alla celiachia avendo a portata di mano una possibile diagnosi eseguibile in 10 minuti.
Il focus nasce da un incontro di lavoro di respiro internazionale, tenutosi a Trieste il 25 gennaio 2008, che, permettendo il confronto delle diverse esperienze prodotte sul test rapido (Italia, Serbia, Croazia, India, Brasile, Finlandia) ha portato a risultati di grande rilevanza, per le firme degli Autori e per l'estesa esperienza acquisita.
La diagnosi di celiachia può essere fatta in ambulatorio, da sangue capillare, utilizzando la transglutaminasi degli eritrociti. Il test ha una specificità e una sensibilità del 95%; ha un costo relativamente moderato, ma ragionevole di fronte a un sospetto diagnostico.
Il valore predittivo positivo del test è ottimo mentre il valore predittivo negativo deve tener conto di un possibile deficit di IgA, ed eventualmente di una insufficiente pratica dell'operatore. Il test sembra quindi poter offrire un valido aiuto nella pratica professionale, anche se l'invito per il momento e' quello di accogliere questa nuova opportunità diagnostica senza facili entusiasmi, con molta riflessione.
Si dovrebbe forse "rimandare il giudizio alla luce di una esperienza più estesa - scrive il prof. Alessandro Ventura dell'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste nell'Editoriale di accompagnamento - o quantomeno i dubbi sollevati nel Focus dovrebbero essere di pungolo per i pediatri di famiglia per organizzarsi e organizzare un largo studio prospettico collaborativo sul campo che faccia miglior luce su pregi e limiti dei test rapidi per gli anticorpi anti-transglutaminasi".
"Ho la sensazione - continua Ventura - che la disponibilità dei test rapidi, poco invasivi e di facile lettura, contribuirà inevitabilmente a cambiare l'asse culturale e sociale della celiachia, prima ancora di migliorare la correttezza e la tempestività della sua diagnosi. Da condizione poco conosciuta e riconosciuta quale era, sospettata e diagnosticata solo dal medico specialista, la celiachia (come e forse ancora di più di altre "intolleranze" alimentari) potrebbe correre il rischio (nel bene e nel male) di essere, dall'inizio alla fine, pensata, sospettata, diagnosticata e anche curata "senza il medico". Anche perchè è fondamentalmente all'autodiagnosi che sono finalizzate la commercializzazione e la pubblicizzazione del test.
Si tratta di trovare, come sempre, la giusta misura e di non lasciarsi sfuggire di mano le cose. Si tratta, come sempre davanti a una novità, di studiare e pensare un pò di più, per continuare a dare in maniera autorevole il giusto consiglio. Consapevoli del fatto che una malattia impropriamente diagnosticata può far danno come una malattia che non abbiamo saputo riconoscere".

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16 luglio 2008
Los celíacos de Mallorca ya pueden comulgar

Elmundo.es - Leggi articolo originale

Los celíacos de Mallorca podrán tomar la comunión gracias a unas hostias de harina de maíz que contienen el mínimo de gluten admitido por la Iglesia, según explica el Obispado de Mallorca en un comunicado. El Obispado ha tomado la decisión tras comprobar la presencia de fieles celíacos en la diócesis mallorquina, los cuales no podían consumir las tradicionales hostias de trigo por contener elevados índices de gluten, sustancia a la que muestran intolerancia. Ante esta situación, la diócesis promulgó un decreto en el que se regula la administración de la comunión a los celíacos.
Este decreto indica que los fieles celíacos podrán comulgar siempre que lo quieran y, cuando las circunstancias lo aconsejen, con formas especiales de hostias que contengan el mínimo de gluten necesario reconocidas por la Congregación de la Doctrina de la Fe de la Iglesia. El Obispado añade, sin embargo, que las formas especiales que no tienen absolutamente nada de gluten no se pueden usar en la eucaristía y queda prohibida su utilización.
Las hostias de maíz que aúnan los requisitos canónicos y pueden usarse en la comunión son las fabricadas en Alemania por la casa Franz Hoch GMBH, que serán distribuidas en Mallorca por las religiosas Celadoras del Culto Eucarístico. En caso de que los sacerdotes detecten personas celíacas en sus parroquias, les facilitarán la comunión con las formas autorizadas para los celíacos y tendrán cuidado de que éstas no se mezclen con las hostias normales, indica el Obispado.
Cuando las circunstancias lo exijan, se conservará en el sagrario una copa cerrada que se distinga fácilmente, la cual se destinará a la comunión fuera de la misa de los fieles celíacos enfermos o ancianos. Las hostias para celíacos estarán también disponibles en la Asociación de Celíacos de Baleares, cuya presidenta, M. Dolça García, ha recibido con satisfacción esta noticia, explica el Obispado. Según García, hasta este momento era un tema controvertido, ya que había un conflicto entre la doctrina de la Iglesia y el derecho de todo católico a recibir la eucaristía, pero a partir de ahora los celíacos podrán desarrollar una actividad normal, sobre todo a la hora de impartir la primera comunión a los niños.

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14 luglio 2008
Confesercenti su vendita prodotti alimentari per celiaci

Basilicatanet.it - Leggi articolo originale

L’Azienda Asl n. 4 di Matera ha esteso la possibilità di vendere prodotti per celiaci con onere a carico del Ssr anche negli esercizi di vicinato settore alimentare previa iscrizione in un apposito elenco.
Per il presidente della Confesercenti provinciale di Matera, Gianni Schiuma, “il successo premia la tenacia e la capacità professionale del dr. Emanuele Nicoletti, vice Presidente dell’Associazione Italiana Celiachia di Basilicata che si è battuto caparbiamente affinché la Deliberazione di Giunta Regionale del 2003, che estendeva la possibilità della vendita dei prodotti dietetici particolari al di fuori del circuito farmaceutico, venisse di fatto applicata”.
Per Schiuma “la disposizione dell’Asl potrà finalmente permettere agli affetti da tale patologia di poter fare spesa nei negozi alla stregua di tutti gli altri cittadini.
La Confesercenti si attiverà per diffondere il contenuto della Delibera dell’ASL n. 4 di Matera presso i propri associati e che rimarrà a disposizione dei dirigenti dell’Associazione Regionale Celiachia per eventuali azioni di collaborazione necessarie alla buona diffusione sul territorio della vendita di tali prodotti dietetici specifici”.

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10 luglio 2008
E ora la grande industria si adegua

La Repubblica (Salute) - Leggi articolo originale

Anche i bambini celiaci possono, ormai con una certa tranquillità, accostarsi al gelato.
Il mercato si è infatti organizzato al punto che sia la piccola impresa sia la grande industria - naturalmente con modalità e interventi diversi- sono in grado di offrire prodotti adatti anche ai consumatori che presentano intolleranza al glutine.
Alcune gelaterie artigianali hanno per esempio frequentato il corso informativo previsto dal Progetto Gelaterie AIC (Associazione Italiana Celiachia) e sono monitorate dai Tutor AIC.
Ma si è andati anche oltre.
Alle realtà commerciali per così dire "specialistiche" (vedi per esempio la Gelato food group - Il Gelato dei Sancisi - Linea Benessere, Tonitto 1939 - Linea Salute) si sono aggiunte altre situazioni facilmente reperibili anche al bar o al chiosco sulla spiaggia.
In questo senso, la Nestlè, con il brand Motta Gelati, ha rivisto e certificato i processi produttivi di alcuni dei suoi prodotti dalla selezione delle materie prime al prodotto finito. Questo ha permesso all'azienda di indicare su alcuni prodotti, il marchio "Spiga Barrata", che riconosce l'uso di processi e parametri in linea con gli standard definiti dall'A.I.C. L'iniziativa è nata da una concreta esigenza dei consumatori: basti pensare che l'84% dei contatti del Call Center aziendale relativi ad allergie e intolleranze nel 2007 si riferiva alla celiachia, con un incremento del 54% rispetto all'anno precedente.

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9 luglio 2008
Celiac disease: an elusive ’iceberg’

The Globe and Mail [Canada] - Leggi articolo originale

Fatigue, weakness, joint pain and migraines are frequently overlooked as symptoms of the disorder

Celiac disease, a lifelong, genetically based disorder, occurs when gluten – a protein found in wheat, rye and barley – triggers an abnormal immune response that damages the lining of the small intestine interfering with the absorption of nutrients. Often the condition goes undiagnosed. Experts commonly refer to it as an “iceberg” disease. Visible at the tip are individuals whose symptoms include diarrhea, abdominal pain, weight loss and, in children, delayed growth. The rest of the iceberg consists of those with more subtle symptoms, such as bloating or excess gas. Although these may go unrecognized as signs of celiac disease, the damage continues. While most people think celiac disease afflicts mainly children, it can occur at any age. In fact, two-thirds of those diagnosed are adults. Later in life, the disease can be triggered by pregnancy, surgery, gastrointestinal infection or severe emotional stress. According to a 2007 survey of the Canadian Celiac Association’s more than 5,000 members, the average time it took to get diagnosed was 12 years. Many respondents had consulted three or more doctors before getting their diagnosis.
While stomach pain, abdominal distention and diarrhea are considered the classic symptoms of celiac disease, in adults they’re often not present. Constipation and bloating may be the only outward signs. Symptoms such as fatigue, weakness, joint pain and migraines – ones typically not recognized as gut-related – are commonly reported, and the diagnosis is often anemia, stress, irritable bowel syndrome or chronic fatigue syndrome.
If left untreated, celiac disease increases the risk of osteoporosis (because of poor absorption of calcium and vitamin D), infertility, certain digestive tract cancers and other autoimmune disorders such as Type 1 diabetes and thyroid disease. Aan endoscope is passed through the mouth into the stomach and upper intestine so that the lining can be examined and a biopsy taken.
The only treatment for celiac disease is a gluten-free diet for life. That means eliminating all foods and food ingredients made from wheat, rye and barley. Included in the wheat family are spelt, kamut, semolina, durum, einkorn and faro. The main sources of gluten are breads, cereals, crackers and pastas, but it’s also found in luncheon meats, yogurt, seasonings, salad dressings, sauces, marinades, soy sauce, soups and beer.
Even if you think you are following a gluten-free diet, you may be unknowingly consuming gluten as a hidden ingredient in food products, medications or vitamin supplements. Ingredients to question or avoid include graham flour, malt, dextrin, modified food starch, hydrolyzed vegetable protein, MSG, emulsifiers, stabilizers, caramel colour and natural flavour.
Oats, previously on the list of gluten-containing foods to avoid, have now been given the green light for people with celiac disease. The Canadian Celiac Association maintains that eating pure, uncontaminated oats – up to ¾ cup dry oats a day for adults and ¼ cup for children – is safe.
The problem is that oats may become contaminated with other gluten-containing grains during processing. Pure, uncontaminated oats are trademarked “Pavena” to ensure accurate identification. Still, a small number of people may not be able to tolerate oats and should follow up with their doctor when adding them to a gluten-free diet.
(People with untreated celiac disease may also have difficulty digesting lactose in milk products. That problem usually disappears when gluten is removed from the diet, allowing the gut to heal.)
Today, it’s getting easier to follow a gluten-free diet with the influx of products in supermarkets and natural food stores. Manufacturers of gluten-free products include El Peto, Glutino, Kinnikinnick, Enjoy Life, Kaybee, Rizopia and Tinkyada. And it’s important to consult with a registered dietitian who can advise you on gluten-free alternatives and the need for vitamin and mineral supplements.
If you suspect you have celiac disease, don’t put yourself on a gluten-free diet until you are properly diagnosed. If you do have the disease, the Canadian Celiac Association (celiac.ca) can provide more information and support. [Leslie Beck]

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3 luglio 2008
Iniziative dell'AIC per i celiaci in Basilicata

Basilicatanet.it - Leggi articolo originale

L’Associazione Italiana Celiachia Regione Basilicata Onlus (AIC Basilicata Onlus) in questi giorni sta inviando a molti ristoratori e pizzaioli della Basilicata ed alle loro associazioni di categoria una informativa con lo scopo di richiamare la loro attenzione, soprattutto in questo periodo estivo caratterizzato da frequenti spostamenti e viaggi turistici, sulle norme da conoscere per la preparazione, in tutta sicurezza, di un pasto senza glutine. Lo ha reso noto, in un comunicato, la stessa associazione.
La celiachia, è un’intolleranza alimentare permanente di origine genetica, obbliga i soggetti celiaci ad osservare, per tutta la vita, una dieta rigorosamente priva di glutine. Riuscire a garantire un pasto sicuro a tutti gli intolleranti al glutine (bambini ed adulti) – è spiegato in una nota - rappresenta per Aic Basilicata un tassello fondamentale verso il reale miglioramento della qualità della vita di ogni individuo.
“Purtroppo, ancora oggi, nella maggior parte dei locali della nostra regione – sottolinea l’Aic - il pasto fuori casa rappresenta per il celiaco un problema.
Da queste considerazioni nasce così l’idea di Aic Basilicata di impegnarsi al massimo per la diffusione della conoscenza della celiachia e dei problemi ad essa connessi, in modo che tutti gli addetti ai lavori siano almeno informati sul problema e possano essere pronti ad accogliere il celiaco, in ogni struttura della ristorazione, in tutta tranquillità”.
“Inoltre – conclude la nota - per completare questo programma di informazione, Aic Basilicata, ha intenzione di organizzare nel prossimo autunno un corso di formazione teorico-pratico sulla cucina senza glutine per ristoratori e pizzaioli per far crescere anche in Basilicata il numero delle strutture informate sulla celiachia aderenti alla rete nazionale del progetto “Alimentazione Fuori casa” promosso da Federazione Aic”.

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GIUGNO 2008


26 giugno 2008
Atripalda (AV), torna "Shopping in pizza"

denaro.it - Leggi articolo originale

Conto alla rovescia per la seconda edizione di "Shopping in pizza — Città di Atripalda", in programma dal 30 giugno al 6 luglio presso il Parco delle Acacie di via Ferrovia ad Atripalda (AV)... ...Dopo il grandissimo successo della prima edizione, che ha registrato nelle cinque serate la presenza di oltre 50 mila visitatori, la seconda edizione sarà sede del primo Campionato Nazionale della "Pizza a Regola d'Arte".
La gara nazionale, suddivisa in cinque tappe ed affidata alla direzione tecnica del maestro pizzaiolo Vincenzo Varlese, vedrà fronteggiarsi i più grandi pizzaioli campani. Una giuria di esperti sarà chiamata a premiare i migliori pizzaioli. Cinque le città che ospiteranno il campionato: Ischia-Casamicciola, Atripalda, Sapri, Pagani e Salerno. La finalissima è fissata per il 16 e 17 settembre proprio a Salerno. Nelle sette serate al Parco delle Acacie di Atripalda esibizione di Pizzaioli Acrobatici in spettacoli di "Free Style". Non mancherà l'evento nell'evento con bellezze in passerella per il concorso "Miss Shopping in pizza — Città di Atripalda". Le iscrizioni sono gratuite e aperte a tutte le ragazze residenti ad Atripalda con età compresa dai 16 ai 25 anni. Per iscriversi basta recarsi presso il negozio "Adriana Intimo" di via Cammarota ad Atripalda e compilare il modello di partecipazione o presso l'ufficio Alpadesa, sito in contrada Santissimo n. 34 ad Atripalda (per informazioni e contati telefono/fax: 0825/626879). Ricchi i premi quest'anno per le tre finaliste in gara. Per la vincitrice, un week-end a Mirabilandia per due persone, compreso di biglietto d'ingresso al parco. Per la seconda e terza classificata invece settimana in residence a scelta tra le più rinomate località di mare o di montagna. A presiedere la gara una giuria di esperti composta da giornalisti, amministratori, forze dell'ordine ed esperti di moda. Tutte e sette le serate saranno allietate da musica, concerti, balli di gruppo e spettacoli di cabaret. La serata del 30 giugno e del 1 luglio sarà presentata dalla bella e solare conduttrice televisiva Federica Visconti direttamente dalla nota trasmissione tv di "Happy Television".
A presentare invece le serate del 2,3,4,5 e 6 luglio sarà invece, come per la prima edizione, il poliedrico Enzo Costanza direttamente da "Striscia La Notizia", "Domenica In" e "Baraonda". Ad accompagnarlo sul palco il duo femminile formato dalla conduttrice televisiva Federica Visconti e dalla bella Serena Eulogio, la giovane cantante atripaldese reduce dalla nota trasmissione televisiva de "Il treno dei desideri" di Rai Uno condotta da Antonella Clerici. L'ingresso al parco è gratuito. Ad organizzare la seconda edizione della kermesse l'associazione "Pizza e Pizze" di Antonio Guariniello, affiancata dalla società "Alpadesa — Pubblicità e Servizi" di Alfonso Santosuosso ed Antonio De Vinco.
A patrocinare l'evento, come lo scorso anno, il Comune di Atripalda e l'Ept di Avellino. Questi i numeri delle sette giorni: 50 stand espositivi su una superficie di oltre 12 mila metri quadri aperti al pubblico, tra i quali spiccano quelli istituzionali dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Associazione Volontari Polizia di Stato, Ept di Avellino, Misericordia, Protezione Civile e Pro Loco di Atripalda; 15 forni a legna per la degustazione di oltre 100 specialità di pizze con l'esibizione dei più noti maestri pizzaioli campani, un'area baby club con giochi e pony per bambini.
Tra i numerosi stand anche un forno a legna per la degustazione della pizza senza glutine, a cura dell'Aic — Associazione Italiana Celiachia.
Attivo il Sito Internet all'indirizzo: www.shoppinginpizza.it dove sarà possibile conoscere notizie dettagliate sul programma delle sette serate, gli espositori, i partecipanti a questa seconda edizione e le foto della prima rassegna.

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24 giugno 2008
Le malattie nascoste nel “tenue”

Napoli.com - Leggi articolo originale

Non è una scoperta recente ma è passata sotto silenzio ed è rimasta negli studi dei ricercatori.
Il 40% dell'Università italiana non è preparata su questo capitolo delle patologie infiammatorie croniche della parte terminale dell'intestino.
Eppure il Morbo di Crohn, la colite ulcerosa, la celiachia, la sindrome da maleassorbimento, il meteorismo ed altre malattie nascono proprio dall'esercito di batteri che vive nell'intestino tenue.

La nuova comprensione clinica di queste malattie e di altre patologie minori si deve al "Club Del Tenue", un'associazione scientifica fondata nel 1991 a Bologna dai professori Giovanni Gasbarrini e Gino Roberto Corazza. Il Club del Tenue ha consentito in questi 17 anni la comprensione, e dunque la diagnosi precoce, di malattie serie come la celiachia, con corsi di aggiornamento e congressi monotematici.

Nell'intestino tenue si calcola che vivano un Kg. e mezzo di germi ognuno con una funzione diversa. Le applicazioni cliniche delle endoscopie e delle biopsie hanno portato i ricercatori a capire che i responsabili delle malattie intestinali sono proprio alcuni di questi batteri che non funzionano come dovrebbero.

Negli ultimi anni il gruppo di studio del Tenue ha dato al mondo un contributo scientifico di grande spessore. In realtà, quando la diagnostica viene guidata dalla clinica si raggiungono risultati eccellenti: nella celiachia in particolare diagnosticare la malattia nei primi dieci anni di vita significa avviarsi verso la guarigione totale. Inoltre alle terapie tradizioni delle malattie infiammatorie intestinali, a base di salicilati, cortisone e immunosoppresori, si è affiancata la terapia biologica che consiste essenzialmente nell'impiego di anticorpi monoclonali, cioè farmaci dotati di un bersaglio molto specifico rappresentato dai principali mediatori dell'infiammazione. In altri termini l'anticorpo monoclonale va a colpire il bersaglio senza interessare gli altri organi.

Il congresso di Pieve di Cento rappresenta una speranza ulteriore per gli ammalati di Morbo di Crohn e per i celiaci. In Italia, negli Stati Uniti e in Europa duecento persone su centomila sono affette dal Crohn e circa il 15% da malattia celiaca, ma sono dati sottostimati.

L'obiettivo principale del Club del Tenue è quello di promuovere una migliore conoscenza clinica e scientifica delle malattie dell'intestino in Italia affiancando così gli altri sforzi tesi all'aggiornamento e alla preparazione dei medici.

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19 giugno 2008
Prosegue in Umbria il progetto sperimentale per affetti da celiachia

Marketpress.info - Leggi articolo originale

Perugia – Buone notizie per le persone affette da celiachia. Su proposta dell’assessore regionale alla sanità, Maurizio Rosi, la Giunta regionale ha stabilito di far proseguire fino al 31 dicembre 2008 il progetto sperimentale per la fornitura a carico del sistema sanitario regionale di prodotti dietetici senza glutine per celiaci. “Il progetto sperimentale – ha detto l’assessore Rosi – è stato avviato nel mese di luglio dello scorso anno ed ha coinvolto un unico punto vendita a Foligno. Si tratta della Coop presso il centro commerciale Agorà collegata al web service per l’erogazione dell’assistenza integrativa dell’Asl di territorio. Visto l’ottimo risultato della sperimentazione – ha aggiunto l’assessore – abbiamo deciso di estendere l’iniziativa a tutto il territorio dell’Asl 3 e, inoltre, l’erogazione di tali prodotti a carico del sistema sanitario regionale, purché inseriti nel registro nazionale, potrà essere effettuata anche da altri esercizi commerciali autorizzati alla vendita e che ne facciano richiesta all’Azienda sanitaria”.

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19 giugno 2008
L'Aic ancora una volta sul podio

Il Gazzettino (Udine) - Leggi articolo originale

Di nuovo sul podio la squadra di calcio dei celiaci del Friuli Venezia Giulia, arrivata quarta nel campionato italiano a regioni, quest'anno disputato a Paestum. La manifestazione ha coinvolto dodici regioni con undici squadre. I ragazzi dell'Aic friulana, guidati dal mister Andrea Reale, hanno affrontato Basilicata, Sicilia, Campania, Lazio e Calabria. Hanno battuto le prime tre compagini e perso contro le altre due. Passate le fasi eliminatorie, hanno giocato contro la Toscana stravincendo 3 a 1. Ai quarti è toccato il confronto con la Lazio. Per poco il Friuli Venezia Giulia ha mancato la finale e ha dovuto accontentarsi del quarto posto dopo aver perso ai rigori con l'Emilia Romagna. «Ringrazio tutti i ragazzi della squadra, i collaboratori - afferma Reale - l'Associazione di volontariato italiana celiachia e il suo nuovo presidente Luciano Pegoraro».

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18 giugno 2008
Celiachia: impegno delle farmacie venete per controllare la spesa in alimenti privi di glutine

SaluteEuropa.it - Leggi articolo originale

In origine erano pane e pasta, oggi esistono anche merendine e pizzette senza glutine. Negli ultimi anni sono aumentati, produttori, prodotti, ma soprattutto malati di celiachia. Federfarma Veneto garantisce l’impegno delle farmacie per un servizio adeguato alle esigenze celiaci, di quelli attuali, ma soprattutto di quelli che un domani dovessero vedersi diagnosticare tale morbo.
Oggi, infatti, circa 4 mila persone nel Veneto soffrono dell’intolleranza permanente al glutine, ma, secondo le stime della Regione Veneto, il numero aumenta a un ritmo del 9% annuo. Di fronte a questo boom dei malati, dovuto anche al miglioramento delle tecniche diagnostiche, è importante un monitoraggio costante e preciso della spesa che la Regione stessa sostiene per garantire ai celiaci la possibilità di acquistare quello che possono mangiare.
Per fornire tali dati di spesa le farmacie si impegnano a estendere le modalità di controllo della spesa già in uso per i farmaci anche agli alimenti privi di glutine. Federfarma, l’unione regionale dei titolari di farmacia, ha già espresso direttamente alla Regione Veneto, nel corso di un recente incontro, la propria disponibilità in questo senso. L’impegno è stato ribadito nei giorni scorsi nel corso della riunione, nella sede di Mestre, del Comitato dei presidenti delle associazioni dei titolari di farmacia delle sette province venete.
«In farmacia il celiaco trova gli alimenti privi di glutine di cui ha bisogno e attraverso la farmacia la Regione Veneto può tenere sotto controllo costante la spesa che ne deriva – spiega Annamaria Brusadini, presidente di Federfarma Veneto -. Per il futuro auspichiamo che anche nel Veneto, come avviene già in altre regioni, venga introdotto l’uso della scheda rossa, meglio conosciuta come “ricetta”, al posto degli attuali buoni forniti ai celiaci. In questo modo sarà agevolato il lavoro del farmacista che potrà migliorare ulteriormente la gestione dei dati di spesa per conto del servizio sanitario regionale. Visto l’aumento di celiaci previsto, riteniamo necessario un attento monitoraggio. Solo tenendo sotto controllo quanto la Regione spende per gli alimenti privi di glutine, un domani il servizio sanitario potrà continuare a soddisfare le necessità di chi soffre di questa intolleranza».
Attualmente ai soggetti affetti da morbo celiaco regolarmente diagnosticati sono concessi, con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale e su presentazione in farmacia dei moduli di approvvigionamento mensile rilasciati dall’azienda sanitaria di appartenenza, dietetici senza glutine, entro dei limiti massimi di spesa mensile individuale, stabiliti per fascia d’età. Ad esempio, per i bambini fino ai tre anni e mezzo di arriva a un tetto dei 62 euro mensili, per una donna adulta a 99 e per un uomo a 140 euro al mese.

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3 giugno 2008
Kid's World: il campus per bimbi celiaci

Vita non profit online - Leggi articolo originale

Alla tenuta dei Ciclamini il corso estivo di inglese con il sostegno dell'Aic

Kid's World torna alla “Tenuta dei Ciclamini”: struttura immersa nell'incanto delle campagne umbre a 12 km a sud da Todi. Il “Kid's World Music Village” si svolgerà in questo complesso residenziale alberghiero costruito al centro di un suggestivo paesaggio caratterizzato da boschi, prati, colline e un laghetto, di proprietà di Mogol. Il progetto di questo campo estivo contiene tre specificità uniche nel loro genere: l'insegnamento della lingua inglese, la musica come tema a cui si ispira la didattica prevista e l'integrazione tra bambini con problemi di intolleranze alimentari e non attraverso una ristorazione curata e garantita dall'Aic (il campus si svolge con il sostegno dell'Aic - Associazione Italiana Celiachia) .La ristorazione del summercamp è infatti specializzata per la partecipazione di ragazzi celiaci e con problemi di altre intolleranze alimentari.

Il campo si svolgerà dal 6 al 19 luglio per ragazzi di età compresa tra gli 7 e i 13 anni ed è aperto anche a chi non è affetto da intolleranze alimentari che godrà della ristorazione tradizionale. Per i piccoli ospiti saranno previste, oltre alle tradizionali tre ore di studio mattutino, attività sportive che spaziano dalla piscina, al calcio, dalla palestra all'ippica, ed inoltre attività ludiche e ricreative di vario genere.

Kid's World s'impegna a devolvere all'Aic 80 euro della quota di ciascun bambino, la cui partecipazione sarà confermata attraverso coupons di pre-iscrizione previsti dall'Aic.

Info: tel. 06.86212471
info@kidsworld.it
www.kidsworld.it
www.celiachia.it

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3 giugno 2008
«La Puglia è al fianco dei malati di celiachia»

La Gazzetta del Mezzogiorno - Leggi articolo originale

L'occasione per annunciare battaglia alle case farmaceutiche che non abbasseranno e liberalizzeranno i prodotti alimentari per gli intolleranti al grano, è stata annunciata da Nichi Vendola, durante la firma di convenzione tra Regione Puglia e Associazione italiana Celiachia. 6.000 i celiaci in Puglia.

BARI - «Le industrie farmaceutiche non possono pensare di impedire quella liberalizzazione che viene da tutti proclamata come una specie di religione e che poi inciampa ogni volta che grandi corporazioni si frappongono»: lo ha sostenuto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando dell'alto costo che hanno i prodotti alimentari per i celiaci che oggi vengono venduti solo nelle farmacie.
L'occasione per annunciare battaglia su questo fronte per aiutare i 6.000 celiaci che ci sono in Puglia è stata data a Vendola dalla firma - apposta oggi - della convenzione tra Regione Puglia e Associazione italiana Celiachia di Puglia per l'avvio di un progetto di informazione, formazione e innovazione terapeutica per la celiachia. Mezzo chilogrammo di pasta senza glutine costa in farmacia otto euro. Il malato di celiachia ha a disposizione un buono mensile che consente l'acquisto di circa 12 chilogrammi mensili di prodotti alimentari, ad esempio tra pasta e farina: un quantitativo - è stato sottolineato - che certamente non fa fronte alle esigenze giornaliere di un ammalato.

«In Inghilterra, negli Stati Uniti di America, la pasta per celiaci - ha detto Vendola - si può acquistare in qualunque negozio alimentare, in qualunque ipermercato, da noi si può comprare solo in farmacia e questo costituisce l'oggetto della lotta che farà la Regione Puglia.
Oggi la Puglia nella lotta contro la celiachia - ha inoltre ricordato Vendola - è assolutamente all'avanguardia in tutta Italia: lo dicono i dirigenti e i membri dell'importante rete di volontariato esistente in Puglia e credo che continueremo a finanziare la ricerca nei centri medici e, ad esempio, nelle facoltà di agraria delle Università perchè si tratta anche di mettere a punto nuovi alimenti che non sviluppino intolleranza alimentare».
«La Regione - ha sottolineato Vendola - continuerà il suo impegno anche con il finanziamento di una grande campagna informativa e pedagogica, e continuerà garantendo ad ogni malato celiaco di non essere mai abbandonato in una condizione di solitudine».

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3 giugno 2008
Costa Crociere firma accordo con Aic: menù ad hoc per i celiaci

il Velino - Leggi articolo originale

Costa Crociere, compagnia italiana leader in Italia e in Europa, ha definito con l'Associazione italiana celiaci un accordo per proporre un servizio di ristorazione dedicato agli ospiti celiaci a bordo delle sue navi, al fine di garantire un servizio idoneo per l'alimentazione senza glutine per coloro che sono affetti da questo tipo di intolleranza alimentare.

L'iniziativa, legata al progetto "Alimentazione fuori casa" voluto dall'Aic, è già attiva sulle due ammiraglie della flotta, Costa Concordia e Costa Serena, che per tutta l'estate 2008 offrono crociere di sette giorni rispettivamente nel Mediterraneo occidentale e in quello orientale. Entro breve verrà estesa anche alle altre le navi Costa impegnate nel Mediterraneo e in Nord Europa, per un totale di undici navi nel 2008. Per usufruire di questo servizio è sufficiente che il cliente celiaco indichi, nell'atto di prenotazione della crociera, l'esigenza di usufruire di un'alimentazione senza glutine in maniera tale che, dal momento dell'imbarco fino alla fine della permanenza a bordo, possa disporre di una ricca offerta gastronomica appositamente definita da Costa Crociere grazie alla collaborazione con Aic. Questa collaborazione ha previsto un'attenta scelta dei prodotti di approvvigionamento, lo studio di un menù dedicato, un percorso formativo ad hoc che ha coinvolto il personale di bordo direttamente interessato alla preparazione e alla distribuzione delle portate senza glutine e la definizione di una procedura interna che tutela l'ospite celiaco.

Il nuovo servizio proposto da Costa Crociere copre in pratica quasi tutti gli appuntamenti gastronomici previsti durante la crociera. Già dalla partenza, un vassoio di benvenuto accoglierà  l'ospite celiaco nella propria cabina. Nei ristoranti delle navi Costa saranno disponibili menù idonei alle dieta senza glutine, sia a colazione che a pranzo che a cena. A colazione e a pranzo l'ospite celiaco dovrà presentarsi al maitre o all'assistente maitre, il quale avrà cura di seguirlo per tutto il tempo del servizio. A cena gli ospiti hanno i posti al tavolo assegnati, e l'assistente maitre sarà in grado senza alcuna segnalazione da parte dell'ospite celiaco di dedicargli un servizio adeguato alle sue esigenze. Oltre al servizio dedicato ai celiaci, a bordo delle navi Costa sono disponibili, sempre su segnalazione al momento dell'acquisto della crociera, menù vegetariani completi, menù a basso contenuto calorico e per ospiti diabetici, oltre a diete speciali per motivi religiosi (per esempio kosher). Con questa iniziativa Costa Crociere conferma il suo impegno nella responsabilità  sociale, che insieme a quello ambientale, vede la compagnia italiana all'avanguardia nel settore del turismo.

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MAGGIO 2008


29 maggio 2008
Corso di educazione alimentare a La Spezia

Cittadellaspezia - Leggi articolo originale

In programma un corso di educazione alimentare senza glutine tenuto dalla dr.ssa A. Coluccia, dietista consulente e collaboratrice AIC Liguria, presso la Coop, Sala Punto d'incontro, Via Saffi, La Spezia.
Sabato 31 maggio 2008 [9.30 - 12.00] - 1° incontro - DIETA E STILE DI VITA.
Sabato 7 giugno 2008 [9.30 - 12.00] - 2° incontro - LE ETICHETTE ALIMENTARI.
Prenotazione obbligatoria al n. 0187.660788 dal lunedì al venerdì [10.30 - 13.00].

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28 maggio 2008
Inizia domani «Vivace»

sonoceliaco.com - Leggi articolo in originale

Domani GIOVEDI 29 Maggio alle ore 9.00, nel Complesso Monumentale di S. Sofia di Salerno, in Largo Abate Conforti, si apre la Manifestazione sulle intolleranze alimentari e la celiachia 'VIVACE' (Vetrina delle Intolleranze. Verso l'Alimentazione per CEliaci-senza glutine).

Sito internet dedicato alla manifestazione

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26 maggio 2008
Terza Coppa Europea "Pizza di Qualità "

Cataniaoggi - Leggi articolo originale

Con la terza coppa europea "Pizza di Qualità" di fatto il comune di Brolo apre il cartellone estivo.

In piena attività, a Brolo, la programmazione per la prossima stagione estiva, il calendario degli eventi sarà  presentato a giorni, ma già  questa manifestazione, il 26 e 27 maggio al palatenda, ne è di fatto un simpatico prologo. Organizzato da Elio Ceraolo, il campionato vivrà due intense giornate. Lunedì, in mattinata coinvolte anche le scuole brolesi. Infatti gli studenti, all'interno di un master sulle farine, vedranno come si fanno le pizze, poi dalle ore 11 alle ore 17:30 ci saranno le gare di abilità che si effettueranno anche martedì 27 sempre sino alle 17:30. In serata, sempre al palatenda, dove sono stati già  allestiti tre grandi forni, un grande "pizza party" con spettacoli ed animazione sino a tarda sera concluderano la "due giorni" gastronomica.
L'iniziativa è pensata anche per gli amanti di questa piacevole delizia gastronomica affetti di celiachia, infatti verranno preparate anche pizze speciali, con farine senza glutine.
L'iniziativa è patrocinata dall'amministrazione comunale e maggiori informazioni si potranno avere chiamando l'ufficio turistico comunale 0941.561224.

Programma della manifestazione:
Lunedì 26 maggio 2008 - ore 10:30: Master sulle farine, con i giovani delle scuole elementari e medie. - ore 11:00: iscrizione gara per i pizzaioli - ore 11:30: inizio gara, tra cui quella per la preparazione della migliore pizza senza glutine - ore 17:00: gare di abilità.
Martedì 27 Maggio 2008 - ore 9:00: iscrizione gara - ore 10:00: inizio gara - ore 17:00: fine gara - ore 17:30: freestyle singolo - ore 20:00: Pizza Party, gratis per tutti, con special pizza senza glutine - ore 21:00: Spettacolo Intrattenimento - ore 22:00: Premiazione.

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22 maggio 2008
Il 24 maggio "Ospedale aperto" all'Humanitas di Milano

Panorama - Leggi articolo originale

Anche quest'anno in Humanitas, nel corso della Giornata dell'Ospedale Aperto, sarà possibile incontrare gli specialisti dell'Istituto, chiedere loro consigli e sottoporsi a diversi test della salute per la prevenzione di alcune fra le malattie più diffuse. I test verranno effettuati fino a esaurimento dei posti disponibili: non è possibile prenotare, è sufficiente iscriversi al momento. Appuntamento, quindi, sabato 24 maggio dalle ore 15.

Un test rapido per la celiachia
"Basta una goccia di sangue prelevata con un pungidito - spiega il dott. Alessandro Montanelli, responsabile del Laboratorio di Analisi di Humanitas - per avere, in 5 minuti, una risposta affidabile per un primo screening di base a favore di chi sospetta di soffrire di celiachia. Il test si basa sulla determinazione qualitativa delle IgA anti-transglutaminasi tissutale: l'enzima transglutaminasi tissutale (tTG) è stato identificato come l'antigene tipico della malattia celiaca. La presenza di anticorpi è dunque una forte indicazione diagnostica di questa malattia. Anche se di semplicissima esecuzione, il test diagnostico di screening deve trovare una motivazione clinica: non vi si devono sottoporre tutti indiscriminatamente, ma solo coloro per i quali esso può costituire un'effettiva necessità o utilità. Ad esempio il paziente che manifesta un disturbo o un segnale clinico tale da far sospettare un'intolleranza al glutine: diarrea, distensione addominale, perdita di peso, anemia cronica da carenza di ferro e malattie cutanee (Dermatitis herpetiformis)".
La celiachia è una malattia immunomediata di natura genetica che si manifesta principalmente a livello gastrointestinale. Si calcola che in Italia circa una persona su 150 ne sia affetta. è causata da una reazione immunitaria al glutine, che è un complesso proteico presente nei derivati di grano, segale e orzo.
"L'ingestione di tutti gli alimenti che contengono glutine, come pane, pasta - spiega il dott. Silvio Danese, medico ricercatore dell'Unità Operativa di Gastroenterologia di Humanitas - porta alla produzione di una serie di auto-anticorpi, come gli anti-tranglutaminasi e gli anti-endomisio, che aggrediscono la mucosa del piccolo intestino (cioè il tenue), determinando una reazione infiammatoria a livello dei villi, le strutture implicate nell'assorbimento dei cibi digeriti. L'atrofia villare porta clinicamente a una sindrome che si chiama malassorbimento".

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22 maggio 2008
Veneto: Comm.Sanità approva interventi e sgravi per malati celiaci

Asca - Leggi articolo originale

La commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto, presieduta da Raffaele Bazzoni (Forza Italia), ha approvato il progetto di legge presentato dal gruppo della Lega a favore dei malati di celiachia. Nel Veneto sono circa 4 mila le persone, per due terzi donne, che soffrono di intolleranza permanente al glutine e delle patologie connesse a tale malattia: e la patologia su scala nazionale risulta in aumento, con un trend annuo del 9 per cento.
L'intervento legislativo del Carroccio, primo firmatario il vicentino Roberto Ciambetti, prevede la gratuità totale degli esami diagnostici e degli accertamenti di laboratorio connessi con la patologia e l'erogazione di buoni, anche frazionabili, per l'acquisto di prodotti dietetici e terapeutici privi di glutine effettuabile in farmacia, parafarmacia e nei negozi specializzati autorizzati.
L'approvazione definitiva del provvedimento spetta ora all'aula consiliare.

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22 maggio 2008
Celiachia, la nuove frontiere

Il Mattino - Leggi articolo originale

Senza glutine si può mangiare e si può variare la propria alimentazione. Senza troppe rinunce. Basta avere un pizzico di fantasia e saper scegliere tra ricette e prodotti. Chi ha detto, dunque, che bisogna rinunciare all'amato piatto di pasta o alla pizza? Per i più golosi, una buona notizia: niente più rinunce, anche per quanto riguarda i dolci. Il cioccolato, poi, può rientrare nella dieta con tante varianti. Un esempio? I dolcetti al cioccolato. Sembrerà strano ma... si possono realizzare in casa e senza troppa fatica. Anche senza utilizzare farina al frumento. E così ecco qualche ingrediente consigliato: farina di cocco, noce tritata e tanto cacao, come elementi base; il tutto condito da zucchero a velo e panna. E per quanti non vogliono rinunciare proprio a nulla, si si può utilizzare un goccio di rhum per dare più sapore. Se poi ci si vuole davvero divertire, allora basta variare: sostituire il cacao con la crema e arricchirla con pezzetti di frutta. Un'unica accortenza in cucina: attenzione all'uso delle pentole. Utilizzare utensili solo per la pasta e i prodotti senza glutine e, se non fosse possibile, lavare accuratamente il materiale. Quindi evitare la lavorazione del cibo in ambienti a maggior rischio di contaminazione, come quelli in cui si utilizza la farina, con la possibilità di dispersione nell'aria e di ricaduta sugli alimenti o sui piani sui quali essi poggiano con evidente rischio di contaminazione. Molte industrie alimentari hanno messo in commercio alimenti senza glutine sempre più gradevoli: farine che sostituiscono quella di grano, pane, pasta, biscotti, dolci, cracker, grissini, fette biscottate, merende. La dieta del celiaco risulta così varia ed equilibrata nonostante l'esclusione del glutine. Insomma, accortenze a parte, oggi ci sono tante le iniziative per rendere più «Vivace» la propria tavola in barba alle intolleranze alimentari. Basta non accontentarsi. Qualche consiglio arriva da Salerno che in questi giorni diventa capitale della celiachia affidando alla stupenda cornice del Complesso Monumentale di S. Sofia la location per la manifestazione «VIVACE». E per rendere più "Vivace" la discussione, ad accompagnare esperti e studiosi, ci sarà  un personaggio particolare, Glu Glu. La mascotte sorridente che in modo simpatico ed accattivante lancia un messaggio importante: rendere normale quello che normale lo è già, l'intolleranza al glutine». Ideatrice di "Vivace" è l'associazione LaborSalerno in collaborazione con l'AIC (Associazione Italiana Celiachia) e la Fondazione della Scuola Medica Salernitana. Fitto il calendario degli appuntamenti a partire dal 29 maggio. Alle 9 il primo appuntamento, con il convegno «Intolleranza al glutine fra ricerca, alimentazione e tutela sociale». Saluti iniziali del sindaco De Luca, del presidente della Provincia Villani, del rettore Pasquino. Interverranno: Basilio Malamisura, Carlo Catassi, Carmen Gianfrani e Maria Rosaria Scuppo, presidente dell'Associazione LaborSALERNO. Parteciperà, tra l'altro, il massimo esperto del settore, Alessio Fasano, ricercatore della University of Maryland School of Medicine di Baltimora. Alle 12.30, il giornalista Peppe Iannicelli modererà la tavola rotonda con aziende, operatori del settore, Camera di Commercio, AIC, Fondazione Scuola Medica Salernitana per uno scambio di informazioni per capire anche quali sono le nuove frontiere della ricerca e anche qual è l'impegno delle aziende per offrire una vasta gamma di prodotti alimentari specifici. Seguirà il concerto dell'Ensemble vocale e strumentale Salerno Classica del maestro Luciano D'Elia, nell'auditorium di S. Sofia. Il 30 maggio, la giornata inizierà  alle 12 con il workshop dedicato al mercato del senza glutine. Alle 15.30 inizierà il corso base per ristoratori, realizzato dall'AIC Campania. Alle 16, il Laboratorio «Il Pane di Anna», un'occasione per sperimentare da vicino le nuove frontiere dell'arte culinaria e per i visitatori di poter accedere gratuitamente al test per verificare l'intolleranza alimentare. Il 31 maggio si inizia alle 10 con il primo dei tre workshop programmati per tutta la giornata sull'alimentazione senza glutine, sui rapporti diabete e celiachia e sui problemi legati alle donne con malattia celiachia (altri appuntamenti alle 16.30 e alle 18). Il 1 giugno, dalle 10 alle 12 si torna a parlare di celiachia sotto il profilo medico nel corso di un workshop sulle lesioni orali come diagnosi di celiachia e sulla celiachia e la psicopatologia. Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile visitare gli Stand esposti nelle Sale di S. Sofia; visitare la Mostra d'Arte permanente realizzata dall'Associazione culturale «Il Ponte» e assistere alle Performance teatrali curate da Antonella Parisi.

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22 maggio 2008
«Vivace» diventerà un evento annuale

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«Vivace» è la vetrina delle intolleranze dedicata, in particolare, a quanti hanno problemi di celiachia, ovvero devono alimentarsi senza glutine. Si tratta di una manifestazione di carattere nazionale, in grado di confrontarsi con il mercato dell'alimentazione. L'evento, che verrà riproposto anche in futuro, con cadenza annuale, è ideato e organizzato dall'associazione «LaborSalerno» e si propone come un'eccellente opportunità di incontro per chi opera nel settore, ponendo una particolare attenzione sulle intolleranze alimentari, purtroppo molto diffuse.

VIVACE (Vetrina delle Intolleranze Verso l'Alimentazione senza glutine)

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22 maggio 2008
Ma l'intolleranza può anche insorgere in età adulta

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La celiachia, che può colpire qualsiasi fascia d'età, è considerata tipica dell'età  pediatrica e spesso nell'età adulta non viene presa in considerazione neppure negli ambienti specialistici. L'intolleranza può comparire più o meno acutamente in un periodo qualsiasi della vita, spesso dopo un evento stressante quale una gravidanza o un intervento chirurgico o una infezione intestinale. Le manifestazioni cliniche sono assai varie: alcuni soggetti presentano un quadro classico di malassorbimento con diarrea, perdita di peso e carenze nutritive multiple, altri, invece, riferiscono uno o più sintomi cronici spesso estranei all'apparato digerente. Sono comuni disturbi quali crampi, debolezza muscolare, formicolii, emorragie, gonfiore alle caviglie, dolori ossei, facilità alle fratture, alterazioni cutanee, afte, disturbi psichici; molto frequente è l'anemia da carenza di ferro. Infine esistono soggetti che non lamentano sintomi o nei quali i disturbi sono talmente modesti da non richiedere l'intervento del medico; vengono diagnosticati solo perchè nell'ambito familiare c'è un altro membro affetto da celiachia. Non raramente alla celiachia sono associate malattie quali il diabete, l'artrite reumatoide, l'epatite cronica attiva, alterazioni della tiroide, la dermatite erpetiforme. Rispettare una dieta rigorosamente priva di glutine non è una cosa drammatica, ma certamente pone una serie di problemi psicologici e pratici con cui i celiaci e le loro famiglie devono fare i conti. Il veto ad alimenti comuni quali pane, pasta, biscotti, focacce e pizza comporta una educazione alimentare ed una consapevolezza cui molte persone non sono abituate. L'inserimento dei bambini nelle refezioni scolastiche e degli adulti nelle mense aziendali non è sempre facile o possibile: la "concessione" della dieta priva di glutine dipende largamente dalla sensibilità dei responsabili dei servizi di ristorazione collettiva.

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22 maggio 2008
"La pillola? E' solo una questione di tempo"

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Alessio Fasano, da Salerno a Baltimora. Una storia personale e professionale che si sviluppa a cavallo di due continenti e che continua a mantenere stretti contatti con le radici italiane. Fasano, pediatra e gastroenterologo partito nel 1993 da Salerno verso gli Stati Uniti è uno dei maggiori esperti mondiali nel campo della ricerca per la lotta alla celiachia, è titolare della Cattedra di Pediatria presso l'Università del Maryland e dirige un Istituto di Ricerca a Baltimora, ed ai disturbi gastrointestinali. Come è iniziata la sua avventura negli USA e cosa l'ha convinta a fermarsi? «La mia storia è molto simile a tante altre di colleghi italiani attualmente all'estero. Cominciata nel 1988 quando decisi di ampliare le mie conoscenze sulla patogenesi delle diarree infettive al Center for Vaccine Development in Baltimora. Il piano iniziale era di trascorrere 3 mesi al centro e dopo 15 anni sono ancora qui. I motivi che mi hanno spinto a rimanere negli Stati Uniti sono moltissimi; un ambiente scientifico unico al mondo, grandissime risorse umane ed economiche, una corretta valutazione del ruolo della ricerca come spina dorsale delle nostre conoscenze sullo scibile umano e non come un esercizio accademico facoltativo ed astratto, un enorme rispetto per il paziente, una valutazione oggettiva delle capacità scientifiche e cliniche di medici e biologi, la libertà di manovra per assumere in ambiente accademico i migliori in assoluto». Soprattutto grazie a ricercatori italiani, l'America sta scoprendo il mondo sommerso della celiachia. Cosa accadeva prima e cosa sta accadendo ora? «Alla fine degli anni 80 la malattia celiaca non era elencata neanche tra le malattie rare negli USA. La stragrande maggioranza nel mondo clinico e scientifico americano era convinto che madre natura avesse arbitrariamente deciso per ragione non chiare di concentrare tutti i celiaci in Europa ed evitare il Nord America. La disperazione dei pochi celiaci diagnosticati era al dir poco profonda. L'apertura mentale dei ricercatori oltreoceano, soprattutto italiani, ha smosso una situazione stagnante creando i pressupposti di quella che può esser definita senza dubbio la rivoluzione celiaca americana. Dopo anni di totale abbandono, la celiachia finalmente sta ricevendo una meritata attenzione, al punto tale che il National Institutes of Health, la più alta autorità  scientifica governativa che sovvenziona la stragrande maggioranza della ricerca americana, per la prima volta ha deciso di affrontare il problema celiachia organizzando una consensus conference interamente focalizzata sul problema». Qual è il contributo del Center for Celiac Research che lei dirige, in questa «riscoperta» dell'America? «Sicuramente il Center for Celiac Research all'Università del Maryland ha giocato un ruolo cruciale per quanto riguarda il "destino" della celiachia in USA negli ultimi 10 anni. Già nel 1995, il centro organizzò il primo convegno americano sulla celiachia che portò a Baltimora circa 400 partecipanti ed i migliori ricercatori mondiali. Da quel momento, il centro ha continuato una crescita culturale e scientifica esponenziale, rappresentando il volano di tutte le più importanti inziative americane. Tra tutte le attività del centro, due spiccano in importanza ed impatto sociale: l'organizzazione dell'undicesimo Simposio Internazionale della celiachia nel 2000 (un evento che ha portato per la prima volta gli USA nel palcoscenico mondiale della celiachia) e l'iniziativa della marcia mondiale della celiachia che è divenuto un appuntamento annuale importantissimo». Il suo impegno sulla celiachia nasce e si sviluppa da un progetto di ricerca pensato con finalità differenti. La zonulina è figlia più del vibrione del colera che del glutine. Ce ne vuole parlare? «Esiste una parola in inglese che non so come tradurre ma che racchiude l'essenza della storia della zonulina, una storia di "serendipity". In cerca di un vaccino per il colera, gli inizi degli anni 90 ci portarono alla scoperta di una tossina capace di aprire i cancelli esistenti tra una cellula intestinale e l'altra, cancelli che dettano la permeabilità dell'intestino. Il passo da questa osservazione alla scoperta della zonulina, la vera chiave che apre questi cancelli, fu solo una questione di tempo. E solo questione di tempo fu anche l'associazione tra celiachia, condizione in cui la permeabilità intestinale è aumentata, ed aumentata produzione della zonulina. Quello che era del tutto imprevedibile fu l'osservazione che è proprio il glutine ad essere responsabile di questo aumento della produzione della zonulina e, quindi, delle permeabilità intestinale, in soggetti celiaci». Come ci ha aiutati, la scoperta della zonulina, a capire i meccanismi che portano un individuo a diventare intollerante al glutine? «La malattia celiaca è un esempio unico di malattia autoimmune per la quale la stragrande maggioranza degli elementi necessari sono noti: i geni necessari (HLA DQ2, DQ8), l'antigene target (transglutaminasi) e, caso unico tra tutte le malattie autoimmuni, lo stimolo ambientale responsabile del processo autoimmune (glutine). E la celiachia ci ha aiutati anche a risolvere uno dei misteri più complessi relativi alle malattie autoimmuni: come fanno le molecole ambientali responsabili della risposta immune aberrante a passare una barriera, quale quella intestinale, che in condizioni normali è assolutamente impermeabile al passaggio di molecole grosse come il glutine. L'osservazione di un'aumentata permeabilità intestinale zonulino-dipendente ha creato i presupposti per poter manipolare il sistema in modo da prevenire l'apertura dei cancelli e, quindi, l'interazione tra glutine e sistema immunitario responsabile del processo autoimmunitario». C'è grande attesa in Italia - ma anche altrove - per la possibile scoperta della "pillola" che proteggerebbe l'intestino dei celiaci dal glutine. Quali sono i presupposti e quante le possibilità  di successo? «Senza dubbio, la pillola che protegge dal glutine è il sogno di ogni celiaco per tornare a vivere una vita sociale e personale normale. Una domanda del genere posta 10 anni fa mi avrebbe trovato molto scettico e perplesso. I progressi scientifici ottenuti nell'ultima decade hanno cambiato completamente lo scenario; a mio avviso la domanda non è più se mai avremo una cura per la celiachia ma quando avremo questa cura a disposizione. Oramai è solo questione di tempo e non di capacità. Ci sono moltissimi centri di ricerca, compreso il nostro, che stanno investendo energie e risorse per risolvere il problema una volta e per tutte». Abbiamo affrontato la zonulina e l'immunità, il glutine e la sua digestione. Resta la genetica, dell'uomo e dei cereali. Piegare la genetica ai nostri scopi sembra più difficile. è d'accordo? «Assolutamente. Modificare il profilo genetico umano per renderlo tollerabile al glutine è una proposizione scientifica non percorribile per moltissimi motivi. La genetica dei cereali anch'essa presenta difficoltà scientifiche non indifferenti correlate al grosso numero di frammenti tossici della proteina da eliminare (più di 50) e dagli aspetti sociali associati alla genetica degli alimenti (vedi proteste degli ambientalisti ed all'embargo di prodotti geneticamente manipolati imposto da molti governi)». Le sinergie che si sono create tra ricercatori italiani in Italia e italiani all'estero stanno dando buoni risultati. Ci sono progetti di ulteriore sviluppo di questa collaborazione? «Impressione giusta. La presenza di ricercatori italiani negli USA ed i legami di collaborazione scientifica sono tali da apprezzare che un consorzio scientifico coordinato è il miglior modo per mettere a frutto le risorse economiche limitate e per evitare duplicazioni scientifiche deleterie. I nostri legami pluriennali con i gruppi di Trieste, Cagliari, Parma e Napoli sono la testimonianza di un piano coordinato che ha dato già tantissimi frutti e che sicuramente darà ulteriore enfasi alla nostra missione principale: migliorare la qualità di vita dei celiaci e delle loro famiglie. Ma la novità più importante è questa grossa iniziativa della Fondazione Scuola Medica Salernitana che e della istituzione di un centro ricerca multidisciplinare e multipotente incentrato su aree di ricerca tematicamente importanti per le popolazioni del bacino del mediterraneo: Istituto di Ricerca Biomedica Avanzata per le aree del Mediterraneo».

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