Esperienze di vita senza glutine

Category — Ricerca

Lo status socioeconomico influenza la diagnosi di celiachia

Secondo lo studio del dr. Daniel Leffler e colleghi del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston il reddito è un fattore determinante per un’accurata valutazione di sintomi poco comuni ai fini della diagnosi di celiachia.

Lo studio, presentato a Chicago l’8 maggio scorso, coinvolge circa 800 celiaci adulti, e dimostra come ci possa essere, almeno nella realtà statunitense, una correlazione tra status socioeconomico e possibilità di essere diagnosticati celiac

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maggio 9, 2011   No Comments

Gluten sensitivity, «l’altra» celiachia

Non è una forma attenuata della celiachia. Ma una malattia a se stante, diversa dal punto di vista molecolare e della risposta immunitaria

Non è una forma attenuata della celiachia. Ma una malattia a se stante, diversa dal punto di vista molecolare e della risposta immunitaria anche se la causa scatenante è la stessa. Sensibilità al glutine (gluten sensitivity), così viene identificata dai ricercatori che in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica BMC Medicine dimostrano per la prima volta le caratteristiche di questa entità clinica che in Italia interessa circa 3 milioni di persone e almeno 20 milioni di americani. [Leggi tutto →]

marzo 16, 2011   No Comments

I bimbi andrebbero svazzati già a quattro mesi

I primi cibi solidi dovrebbero essere dati ai bambini a quattro mesi di età, e non a sei come affermano le linee guida internazionali.
Lo afferma uno studio pubblicato dal British Medical Journal, in cui sono stati revisionati circa 50 studi sull’argomento. “L’indicazione dei sei mesi dovrebbe essere mantenuta per i paesi in via di sviluppo – ha spiegato Mary Fewtrell dell’University College di Londra – dove è molto difficile avere acqua pulita e alimenti non contaminati, ma nei paesi occidentali la raccomandazione può essere più elastica”. [Leggi tutto →]

gennaio 15, 2011   No Comments

Dieta senza glutine anche per i pazienti con celiachia potenziale

La dieta senza glutine è raccomandata anche per i pazienti che non hanno ancora sviluppato una celiachia conclamata e che per questo sono considerati solo “potenziali” celiaci.

L’indicazione viene da uno studio tutto fiorentino, pubblicato sul “Journal of Proteome Research” (“Are Patients with Potential Celiac Disease Really Potential? The Answer of Metabonomics” DOI: 10.1021/pr100896s) e giudicato di particolare interesse dall’American Chemical Society. Ne sono autori un gruppo di docenti e ricercatori dell’Università di Firenze (Centro di Risonanza Magnetica – CERM, Dipartimenti di Chimica, di Fisiopatologia Clinica, di Farmacologia), del Centro regionale toscano di riferimento per la celiachia e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer. [Leggi tutto →]

dicembre 27, 2010   No Comments

Celiac disease and obesity: need for nutritional follow-up after diagnosis

Articolo pubblicato su European Journal of Clinical Nutrition, 18 Agosto 2010;

Autori
Valletta E, Fornaro M, Cipolli M, Conte S, Bissolo F, Danchielli C.

Abstract
More than 20 years of serological approach to diagnosis of celiac disease (CD) has deeply changed the classical clinical presentation of the disease, and some reports indicate that CD and obesity can coexist in both childhood and adolescence. We reviewed clinical records of 149 children with CD followed in our institution between 1991 and 2007, considering weight, height and body mass index (BMI), both at diagnosis and after at least 12 months of gluten-free diet (GFD). In all, 11% of patients had BMI z-score >+1 and 3% were obese (z-score >+2) at presentation. In our population, there was a significant (P=0.008) increase in BMI z-score after GFD and the percentage of overweight (z-score >+1) subjects almost doubled (11 vs 21%, P=0.03). Our data suggest the need for a careful follow-up of nutritional status after diagnosis of CD, especially addressing those who are already overweight at presentation.

Fonte: www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20717130

agosto 19, 2010   No Comments

Celiachia, scoperta la possibile causa “Tre sostanze tossiche nascoste nel glutine”

Uno studio delle università di Oxford e Melbourne ha individuato un trio di elementi che potrebbe essere il responsabile dell’intolleranza alimentare che afflige i celiaci. Un passo avanti per lo sviluppo di nuovi trattamenti e di un eventuale vaccino.

Tre sostanze tossiche contenute nel glutine sono responsabili della celiachia. L’intolleranza alla proteina dei cereali, spesso causa di seri problemi di assimilazione e deperimento, potrebbe così avere una cura. [Leggi tutto →]

luglio 22, 2010   No Comments

Dai batteri intestinali nuove prospettive per la celiachia

Le persone affette da celiachia sono in costante aumento e, spesso, questa patologia non è riconosciuta e diagnosticata per tempo.
Si manifesta principalmente come una reazione eclatante del sistema immunitario provocata da una intolleranza al glutine. [Leggi tutto →]

maggio 4, 2010   No Comments

Celiachia: legami con disturbi sistema immunitario

Individuati nella celiachia quattro aspetti dei disturbi del sistema immunitario che possono determinare l’insorgere della malattia.
Lo ha annunciato un gruppo di ricercatori internazionali in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Genetics e riportato dal notiziario Cordis. I risultati potrebbe condurre alla messa a punto di nuovi trattamenti farmacologici per la patologia celiaca e per il diabete di tipo 1, associato a essa.
Lo studio e’ stato finanziato mediante il progetto “COPACETIC” (“COPD – chronic obstructive pulmonary disease – pathology: addressing critical gaps, early treatment and innovative concepts”) che ha ricevuto fondi per 2,98 milioni di euro in riferimento al tema ‘Salute’ del Settimo programma quadro (VII PQ). E’ stato inoltre finanziato tramite le azioni Marie Curie, nell’ambito del Sesto programma quadro (VI PQ).
La celiachia e’ una malattia autoimmune a carico dell’intestino. E’ causata dall’intolleranza al glutine, la sostanza gommosa presente anche in frumento, orzo e segale. L’intolleranza al glutine e’ piuttosto diffusa e coinvolge circa 1 soggetto su 300, sia in Europa che negli Stati Uniti. I soggetti colpiti da questa malattia, che provoca una riduzione dell’assorbimento delle sostanze nutritive, trovano beneficio dall’eliminazione di tutti i prodotti contenenti glutine – tra i quali anche alimenti comuni come pane e pasta – dalla loro alimentazione. L’inizio della celiachia coincide con il momento in cui il glutine contenuto nel cibo scatena una reazione avversa nell’intestino tenue. Sebbene possa essere diagnosticata a qualsiasi eta’, la malattia puo’ insorgere nei primi anni di vita e spesso si sviluppa nei neonati che sono appena stati svezzati e che hanno iniziato ad assumere alimenti a base di cereali. Tra i sintomi ci sono gonfiore addominale, stipsi e una pronunciata astenia. La malattia e’ associata ad alcuni problemi della tiroide e alla rettocolite ulcerosa, una patologia infiammatoria a carico dell’intestino. Se non curata, la celiachia puo’ determinare l’insorgenza dell’anemia, della sindrome da stanchezza cronica, dell’atrofia ossea e causare calo ponderale.
“Ora abbiamo la possibilita’ – ha detto David Heel dell’Istituto Barts and the London School of Medicine and Dentistry (Regno Unito) – di comprendere determinati disturbi immunitari che portano all’insorgenza della celiachia. Tra questi, e’ compreso anche il modo in cui le cellule T reagiscono alle proteine tossiche del frumento, il modo in cui la ghiandola timo elimina queste stesse cellule durante l’infanzia e il modo in cui l’organismo reagisce alle infezioni virali”. “Abbiamo capito che molti di questi fattori di rischio di natura genetica – ha continuato – alterano la quantita’ di questi geni del sistema immunitario prodotti dalle cellule. I dati lasciano inoltre supporre che la celiachia e’ causata da centinaia di fattori di rischio di natura genetica; ora come ora possiamo intuire circa la meta’ di questi rischi”. Un importante risultato, tra quelli ottenuti nell’ambito dello studio, e’ stato l’aver rilevato una prova dell’esistenza di un rischio condiviso tra i geni associati alla celiachia e altre patologie croniche immunologiche piuttosto diffuse. Il team ha gia’ messo in evidenza l’esistenza di un legame tra la celiachia e il diabete di tipo 1 e tra la celiachia e l’artrite reumatoide.

Fonte: Agi.it

Per saperne di più

www.nature.com

marzo 7, 2010   1 Comment

Diagnosi celiachia: brevetto europeo all’italiana Eurospital

L’azienda di Trieste detiene in via definitiva ed inappellabile il brevetto europeo relativo all’uso della transglutaminasi tissutale, test di riferimento per la diagnosi di laboratorio della malattia celiaca. La vicenda iniziata nel 1997 si chiude dopo 12 anni di appelli e battaglie legali. Eurospital è decisa a far valere i propri diritti di licenza d’uso. Il brevetto è alla base anche del nuovo test per la diagnosi domiciliare della celiachia Xeliac Pro.
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novembre 25, 2009   1 Comment

Quelle magnifiche fonti di studio per capire la genesi delle malattie

Celiachia, diabete, sclerosi multipla. Ma anche aspetti psicologici e comportamentali. Ecco cosa ha scoperto la comunità scientifica grazie alle più recenti indagini sui gemelli

Già nella seconda metà dell´Ottocento Francis Galton intuì nei gemelli le potenzialità di un metodo di indagine scientifica per discernere il contribuito delle tendenze innate da quello delle esperienze acquisite. Questo è l´obiettivo principale dell´epidemiologia genetica. Nel caso di una malattia a base genetica, la concordanza per malattia tenderà ad essere maggiore tra i gemelli monozigoti (MZ), geneticamente identici, rispetto ai gemelli dizigoti (DZ), che condividono in media la metà del patrimonio genetico. Inoltre, esistono patologie con una sostanziale componente familiare che si manifestano in un solo gemello all´interno di coppie MZ, verosimilmente in presenza di determinati scatenanti ambientali. È chiara quindi l´importanza dello studio dei gemelli per la comprensione della genesi delle malattie.
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novembre 25, 2009   No Comments