Esperienze di vita senza glutine

Category — Sono celiaco, non malato!

Natale con i tuoi e … con la celiachia: consigli pratici e ricette per passare le Feste in serenità

Anche quest’anno il Natale è alle porte. Gli addobbi natalizi si moltiplicano dentro ai negozi, nelle vetrine, sui balconi delle nostre case. C’è chi ha già addobbato l’albero, chi allestisce il presepe curandone i minimi particolari, perché a Natale tutto diventa un pò speciale, soprattutto se in casa ci sono bambini e se si riesce a vivere il Natale in un modo un pò più spirituale che commerciale. Ma al giorno d’oggi, lo sappiamo ed è inutile nascondersi dietro un dito, tutti siamo un pò curiosi di aprire i nostri regali e altrettanto gioiosi nel trovare quelli più adatti per parenti e amici, inoltre siamo tutti un pò indaffarati nel cercare di organizzare il pranzo di Natale nel modo migliore possibile, perché i nostri invitati siano soddisfatti e assaporino davvero ciò che prepariamo per loro con tanta cura, in fondo una tavola ben apparecchiata e imbandita ci trasmette un forte senso di appartenenza alla famiglia, alla nostra famiglia.

Da sempre poi il “mangiare” insieme è un forte momento di socializzazione e il cibo fin dai tempi remoti riveste un ruolo fondamentale nella nostra vita, si pensi al ruolo del frutto proibito, una mela, nella vicenda di Adamo ed Eva. Bene sa l’importanza che riveste il cibo nella vita di tutti i giorni chi è celiaco che, per forza di cose, deve prestare un’attenzione particolare a ciò che sceglie di mangiare. Il Natale può diventare allora una fonte di disagio per il celiaco che si ritrova ospite a casa di parenti che, magari, non si ha modo di vedere molto spesso e che quindi, anche se del tutto in buona fede, non sono propriamente consapevoli di cosa sia la celiachia e che probabilmente non apprezzeranno il frequente rifiuto di fronte alle varie portate che passano sotto il naso del celiaco. Che fare? Un invito al pranzo di Natale non è così facile da rifiutare come una pizza con gli amici, diciamolo!

Personalmente credo che la cosa migliore sia innanzitutto accettare, ma con serenità non con costrizione: bastano pochi trucchetti per far filare tutto liscio, fidatevi!

 Innanzitutto cominciamo con il fare una telefonata a chi vi ospita, con l’occasione o la scusa di ringraziare per l’invito cercate di informarvi su quello verrà cucinato; non c’è nulla di cui vergognarsi nel ricordare la vostra intolleranza, anche per non sentirsi poi dire: “Me lo potevi ricordare!”; tenete un foglietto sotto mano e annotate il menu, di solito sono pranzi che prevedono molte portate, rischiereste di non ricordare nulla una volta messo giù il telefono!

Fare un elenco delle cose che potete mangiare tranquillamente al vostro interlocutore, anche se insisterà probabilmente nel chiedervi “dimmi cosa puoi mangiare”, rischia di essere davvero molto complicato, meglio farsi dire le sue intenzioni.

Quando parlate della vostra celiachia siate chiari nel dire che anche una piccola quantità di un cibo che non potete mangiare rischia di danneggiarvi seriamente, in modo che la persona con cui parlate saprà che probabilmente non assaggerete neppure alcune portate e non si offenderà, né insisterà (si spera!). A questo punto a seconda di quello che vi viene proposto offritevi di portare voi delle cose senza glutine, per esempio se nel menu sono previsti i classici tortellini in brodo”(parla una che ha origini emiliane!) proponetevi così “Che ne dici se mentre cuociono i vostri tortelli io preparo in un pentolino a parte i miei?”. Credo nessuno si possa rifiutare! Ricordate anche di portarvi un dado o del granulato che usate solitamente, perché se il dado che utilizza per fare il brodo chi vi ospita contiene glutine siamo punto e capo. Stessa cosa vale anche se nel menu è previsto un risotto, portando un prodotto sicuro per fare il brodo il pericolo maggiore dovrebbe essere scampato, accertatevi però sugli altri ingredienti previsti. Se invece vengono preparati primi elaborati come lasagne o cannelloni potete portarvi la vostra monodose surgelata che potete acquistare in farmacia o nei più grandi supermercati, sappiamo tutti che i piatti senza glutine pronti sono davvero molti e anche molto gustosi!

Per quel che riguarda i secondi dovrebbe essere un pò più facile, qualche verdura o delle patate al forno di solito sono previste in questi menu, soprattutto se ci sono anche dei bimbi come ospiti, che sono sempre golosi di patate! Potreste ricordare di non aggiungere farine o miscele addensanti che servono per insaporire gli arrosti e la carne, ovviamente nessun fritto è adatto a voi, meglio ricordare anche questo.

Non abbiamo parlato degli antipasti: questi sono sicuramente un punto dolente: salatini, pizzette, focaccine, tartine, torte salate, grissini, taralli e quant’altro a cui i celiaci non si possono neppure avvicinare, perché allora non portare voi qualcosa di simile a quello che sarà proposto, che chiederete nella telefonata e preparare magari un piatto di tramezzini per tutti i commensali?

Seguite le ricetta che trovate di seguito, inizierete il pranzo in un modo piacevole e non con il piatto vuoto!

 Mi raccomando, non dimenticate per nessun motivo del pane, perché è impossibile trovare qualcosa di simile in casa di chi non ha a che fare con la celiachia, non vergognatevi a mettere al vostro posto la vostra porzione di pane, non c’è davvero nulla di male!

 Arriviamo infine al panettone e al pandoro: dovete resistere alla tentazione, mi raccomando, sappiamo bene che anche un pezzettino microscopico non fa bene ai celiaci, anche a quelli silenti, che non hanno avuto forti sintomi o problemi scatenati da questa intolleranza.

Sarebbe davvero consigliabile che siate voi a portare un dolce adatto ai celiaci da mangiare tutti insieme (mi rifiuto di sentirmi dire che è uno “sbattimento” o magari, ancora peggio, una “spesa”). Si può preparare una torta o dei biscotti, come preferite, a seconda delle vostre capacità (mi rifiuto anche di sentirmi dire che non avete tempo, mezz’ora si trova, e anche i genitori lavoratori la trovano, magari dopo che i bambini sono andati a nanna, è pur sempre Natale, una volta all’anno!).

Seguite una delle ricette proposte sotto, ne varrà la pena e farete un figurone!

Se siete proprio imbranati in cucina comprate una torta in farmacia, anche di queste ce ne sono di vari tipi, da quelle congelate ricche di panna, cioccolato e ornamenti vari alle basi di pasta da farcire che potrete guarnire come meglio credete; oppure comprate diversi tipi di biscotti da pasticceria, che potrete sistemare su un vassoietto su cui avrete posto un bel tovagliolo rosso.

E non dimenticate che è Natale, anche per chi vi dice: “Poverino… ma come fai?” oppure “Ma chi te lo fa fare, per una volta non succede nulla!” o ancora “Praticamente non puoi mangiare niente!”…quindi mi raccomando: siate più buoni!

 

Ricette

Torta di cioccolato

Dosi per 8/10 persone; tempo di preparazione: 20 min.; tempo cottura: 30-40 min.

Ingredienti: 50 g di fecola di patate, ½ bustina di lievito, 200 g di cioccolato fondente, 100 g di burro, 4 cucchiai di zucchero, 4 uova.

Preparazione: sciogliete il cioccolato in un pentolino con poca acqua a fuoco molto basso. Sbattete bene i tuorli con lo zucchero e aggiungete il burro morbido, che avrete tirato fuori dal frigorifero almeno un’ora prima per farlo ammorbidire (o che avrete fatto sciogliere in un pentolino, mi raccomando, non deve essere bollente, lasciatelo quindi raffreddare un pò prima di unirlo al composto). Montate a neve gli albumi in una ciotola a parte. Unite al composto di uova, zucchero e burro la fecola di patate, il lievito, il cioccolato fuso e gli albumi montati, il tutto lentamente, prestando attenzione a non creare grumi. Amalgamate il tutto fino a ottenere un composto omogeneo e morbido e mettete in forno (precedentemente riscaldato) per 30-40 min. circa a 180 °C in una teglia ben imburrata, anche nei bordi. Il tempo di cottura è indicativo perché ogni forno ha le sue caratteristiche e cuoce in modo diverso a seconda che sia a gas o elettrico, per esempio, o che sia ventilato o meno. Per questo consiglio di verificare spesso la cottura del dolce: infilate al centro uno stuzzicadenti, dovrà risultare completamente asciutto e privo di residui.

Guarnizione: tagliatela a quadrotti (se siete in tanti considerate che vengono molte più porzioni di quante verrebbero tagliando a fette la torta)  e disponeteli su una carta per alimenti, fate sciogliere del cioccolato aggiungendo un pò di acqua o di latte, perché resti abbastanza liquido e colatelo sui quadrotti. Lasciate reffreddare, staccate dalla carta per alimenti e disponete su un piatto da portata.

Se preferite lasciarla intera potrete pensare ad una decorazione a tema: disegnate su un foglio (abbastanza grande che copra interamente la torta) un albero di Natale, tracciandone solamente il contorno e ritagliatelo; appoggiate la torta sul piatto di portata e ponetevi sopra il vostro foglio a cui avete tolto l’albero ritagliato, cospargete bene di zucchero a velo.

 

Biscotti alle mele e cannella

Dosi per 4 persone; tempo di preparazione: 15 min.; tempo di cottura: 15 min.;

Ingredienti: 150 g di farina, ½ bustina di lievito, 60 g di zucchero, ½ bustina di zucchero vanigliato, 2 uova, 100 g di burro, 2 mele, 100 g di noci o mandorle tritate e cannella a piacere.

 Preparazione: lavorate lo zucchero insieme a quello vanigliato, unite le uova e il burro, fatto precedentemente ammorbidire a temperatura ambiente,o che avrete fatto sciogliere in un pentolino, mi raccomando, non deve essere bollente, lasciatelo quindi raffreddare un pò prima di unirlo al composto) fino a ottenere un impasto cremoso. Aggiungete la farina e il lievito mescolando bene, unite la frutta secca tritata e le mele tagliate a piccoli cubetti. Mettete l’impasto a cucchiaiate in un vassoio da forno ricoperto con l’apposita carta, cospargete con la cannella e fate cuocere in forno a 200° C per circa 15 min.

Guarnizione: dividete a metà la quantità di biscotti e disponeteli su due pezzi di carta per alimenti, distanziandoli bene; cospargetene una parte con zucchero a velo e un’altra parte con del cacao in polvere, accontenterete tutti!

di Raffaella Oppimitti

Milano, 16 dicembre 2009

dicembre 16, 2009   No Comments

“Sono celiaco, non malato!”

Raffaella Oppimitti, co-autrice del libro “Sono celiaco, non malato!” insieme a Gianfranco Trapani risponde alle domande di sonoceliaco.com

Che vuol dire essere celiaci?

Per me essere celiaci è uno stile di vita da imparare, con cui convivere tutti i giorni, che come tale deve essere imparato, con pazienza e perseveranza. Ecco perché nasce il libro Sono celiaco, non malato!, perché vuole proprio essere una guida adatta ai celiaci di tutte le età, neo diagnosticati o di vecchia data come me, che sono celiaca da quando avevo 18 mesi, che possono trovare tanti suggerimenti pratici, consigli ma soprattutto un nuovo modo di approcciarsi alla celiachia.

Essere celiaci vuol dire innanzitutto prestare attenzione a quello che si mangia, il che, se ci si riflette un attimo, non è certo un aspetto negativo al giorno d’oggi, anzi, deve essere visto come una buona occasione per occuparci concretamente della nostra salute. Poi vuol dire essere coccolati: dalla mamma che si prodiga in ricette “speciali” prive di glutine, agli amici che scelgono ristoranti dove anche un celiaco può trovare qualcosa di adatto e che magari, quando ci si trova insieme a casa di qualcuno, scelgono di preparare un risotto al posto che la classica spaghettata o di prepararti un delizioso tiramisù “su misura” che gli altri riescono anche ad invidiarti!

Quali sono le difficoltà di un celiaco?

A me piace pensare alla celiachia non come una difficoltà da affrontare ma come una caratteristica, una peculiarità da saper all’occasione valorizzare. In fondo è grazie alla celiachia che ho avuto l’occasione di scrivere un libro: questa è la dimostrazione pratica che quelli che all’apparenza possono sembrare punti di debolezza possono diventare punti di forza.

Inoltre ritengo che in questa celebre frase di William James, contenuta anche in apertura del libro, sia riassunto quello che capita a tutti i celiaci, che ad un certo momento della loro vita hanno dovuto cambiare la propria alimentazione e un po’ anche il proprio modo di pensarsi:

Quasi tutti gli uomini vivono, fisicamente, intellettualmente o moralmente, entro il cerchio d’una parte assai ristretta del loro essere potenziale. Fanno uso d’una piccolissima porzione della loro coscienza possibile e in generale delle loro risorse spirituali, più o meno come un uomo che contraesse l’abitudine di usare e muovere, del suo intero organismo, soltanto il dito mignolo. Situazioni d’emergenza e crisi ci dimostrano che possediamo risorse vitali assai superiori a quanto supponessimo.

Perché il celiaco non è “malato”?

La celiachia non è una malattia, oltre alla rima c’è una mia forte convinzione dietro. Malgrado il Ministero della Salute classifichi la “sprue celiaca” in malattia rara (sono in atto cambiamenti per portarla da rara a cronica) ritengo che sia importante concentrarsi sugli aspetti positivi: la celiachia non richiede assunzioni di farmaci, spesso causa di pesanti effetti collaterali, nè comporta la dolorosa necessità di convivere con l’idea di una degenerazione progressiva. Leggete l’elenco delle malattie rare, capirete ciò che sto dicendo e vi convincerete voi stessi che in fondo la celiachia è la miglior cosa che vi poteva capitare.

Cosa si può imparare da questo libro?

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Direi che da questo libro si può imparare in primo luogo il modo giusto di essere celiaci, lo spirito giusto con cui affrontare questa novità e la pazienza per affrontarla giorno per giorno. Grande importanza nel libro è riservata all’aspetto pratico ma non mancano di essere analizzati anche l’aspetto medico, aggiornato alle ultime novità quali vaccino e pillola-anticeliachia e quello psicologico – emotivo e sociale che, come ben sapranno coloro che ci sono passati, non è un aspetto secondario ma anzi è fondamentale per vivere al meglio la celiachia; ecco allora che vengono analizzate nel dettaglio non solo le più tipiche reazioni nei soggetti celiaci per differenti fasce d’età ma anche come sarebbe bene si comportassero i famigliari, perché in qualsiasi momento della vita sopraggiunga la diagnosi di celiachia è di fondamentale importanza avere un supporto familiare e sociale; ecco un’altra cosa che si può imparare: dare il giusto appoggio e sostegno, perché essere celiaci in una famiglia che si adatta a modificare il proprio stile di vita è sicuramente più facile!

Tanti poi sono gli aspetti pratici analizzati, quindi si può imparare il modo migliore per ordinare i prodotti in farmacia e per fare la spesa, senza che questa diventi una tortura, si può imparare come organizzarsi in casa, come dividere la dispensa, come comportarsi al ristorante, a casa di amici e parenti, in vacanza in Italia ma anche all’estero (nel libro è allegato un dizionarietto ritagliabile in italiano-inglese e inglese – italiano con i termini utili per il celiaco in viaggio all’estero.

Poi si possono imparare tante originali e sfiziose ricette, che ho raccolto e sperimentato nella mia esperienza da celiaca, sono una quarantina e vanno dalle preparazioni più classiche a quelle più originali come per esempio il tiramisù alla frutta, si passa dalle preparazioni base ai dolci attraverso antipasti, primi e secondi e tutte le ricette contenute nel libro sono state approvate da Rossella Valmarana, Presidente AIC (Associazione Italiana Celiachia) Lombardia Onlus: potete fidarvi…provatele!

Come immagini il futuro delle persone celiache?

Ritengo che gli enormi progressi fatti fino ad oggi dalle ditte del senza glutine ci possano far ben sperare. Essere celiaci oggi è davvero diverso che esserlo stato 20 anni fa, quando i preparati senza glutine non riuscivano ad essere impastati e non esisteva nulla in commercio che assomigliasse a del pane comune o a delle tipiche merendine. Non dimentichiamo poi il grande impegno dell’Associazione Italiana Celiachia, di cui sono volontaria, che fa un grande lavoro per agevolare la vita a noi celiaci diffondendo informazioni in primis ma anche allargando il network di strutture informate sulla celiachia come ristoranti, pizzerie, alberghi, gelaterie e ancora promuovendo iniziative e corsi, io stessa probabilmente terrò per conto di AIC dei corsi di cucina per bambini celiaci che si svolgeranno a Milano nei mesi di febbraio e marzo.

novembre 17, 2009   No Comments