Esperienze di vita senza glutine

Regione Lazio: Giunta approva Piano Regionale Prevenzione

“La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Renata Polverini, ha approvato il Piano regionale sulla prevenzione. Il provvedimento, che recepisce le direttive contenute nel Piano nazionale, prevede linee d’intervento, rivolte alle fasce di popolazione maggiormente a rischio, che dovranno essere attuate su tutto il territorio regionale”. [Leggi tutto →]

gennaio 3, 2011   1 Comment

Piatti gluten free – Se pensate che chi soffre di celiachia, abbia vita dura, non avete letto “Sono CELIACO, non malato!”

Celiaci non si nasce, si diventa. Si calcola che siano addirittura 500mila gli italiani che non sanno di essere intolleranti al glutine. Studi recenti hanno infatti dimostrato che la frequenza della celiachia è in costante aumento e come questa compaia sempre più spesso fra gli adulti o addirittura fra anziani. Dunque una malattia (la celiachia è malattia solo fino al momento della diagnosi, poi diventa una condizione di vita, compatibile con uno stato di salute ottimale) non più ad esclusivo appannaggio dei pediatri. Un fenomeno questo che ha indotto l’Associazione Italiana Celiachia (AIC) a lanciare un appello a prestare attenzione ai segni della celiachia proprio fra queste fasce di età e non solo fra i bambini. [Leggi tutto →]

ottobre 25, 2010   No Comments

“Sono celiaco, non malato!”

Raffaella Oppimitti, co-autrice del libro “Sono celiaco, non malato!” insieme a Gianfranco Trapani risponde alle domande di sonoceliaco.com

Che vuol dire essere celiaci?

Per me essere celiaci è uno stile di vita da imparare, con cui convivere tutti i giorni, che come tale deve essere imparato, con pazienza e perseveranza. Ecco perché nasce il libro Sono celiaco, non malato!, perché vuole proprio essere una guida adatta ai celiaci di tutte le età, neo diagnosticati o di vecchia data come me, che sono celiaca da quando avevo 18 mesi, che possono trovare tanti suggerimenti pratici, consigli ma soprattutto un nuovo modo di approcciarsi alla celiachia.

Essere celiaci vuol dire innanzitutto prestare attenzione a quello che si mangia, il che, se ci si riflette un attimo, non è certo un aspetto negativo al giorno d’oggi, anzi, deve essere visto come una buona occasione per occuparci concretamente della nostra salute. Poi vuol dire essere coccolati: dalla mamma che si prodiga in ricette “speciali” prive di glutine, agli amici che scelgono ristoranti dove anche un celiaco può trovare qualcosa di adatto e che magari, quando ci si trova insieme a casa di qualcuno, scelgono di preparare un risotto al posto che la classica spaghettata o di prepararti un delizioso tiramisù “su misura” che gli altri riescono anche ad invidiarti!

Quali sono le difficoltà di un celiaco?

A me piace pensare alla celiachia non come una difficoltà da affrontare ma come una caratteristica, una peculiarità da saper all’occasione valorizzare. In fondo è grazie alla celiachia che ho avuto l’occasione di scrivere un libro: questa è la dimostrazione pratica che quelli che all’apparenza possono sembrare punti di debolezza possono diventare punti di forza.

Inoltre ritengo che in questa celebre frase di William James, contenuta anche in apertura del libro, sia riassunto quello che capita a tutti i celiaci, che ad un certo momento della loro vita hanno dovuto cambiare la propria alimentazione e un po’ anche il proprio modo di pensarsi:

Quasi tutti gli uomini vivono, fisicamente, intellettualmente o moralmente, entro il cerchio d’una parte assai ristretta del loro essere potenziale. Fanno uso d’una piccolissima porzione della loro coscienza possibile e in generale delle loro risorse spirituali, più o meno come un uomo che contraesse l’abitudine di usare e muovere, del suo intero organismo, soltanto il dito mignolo. Situazioni d’emergenza e crisi ci dimostrano che possediamo risorse vitali assai superiori a quanto supponessimo.

Perché il celiaco non è “malato”?

La celiachia non è una malattia, oltre alla rima c’è una mia forte convinzione dietro. Malgrado il Ministero della Salute classifichi la “sprue celiaca” in malattia rara (sono in atto cambiamenti per portarla da rara a cronica) ritengo che sia importante concentrarsi sugli aspetti positivi: la celiachia non richiede assunzioni di farmaci, spesso causa di pesanti effetti collaterali, nè comporta la dolorosa necessità di convivere con l’idea di una degenerazione progressiva. Leggete l’elenco delle malattie rare, capirete ciò che sto dicendo e vi convincerete voi stessi che in fondo la celiachia è la miglior cosa che vi poteva capitare.

Cosa si può imparare da questo libro?

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Direi che da questo libro si può imparare in primo luogo il modo giusto di essere celiaci, lo spirito giusto con cui affrontare questa novità e la pazienza per affrontarla giorno per giorno. Grande importanza nel libro è riservata all’aspetto pratico ma non mancano di essere analizzati anche l’aspetto medico, aggiornato alle ultime novità quali vaccino e pillola-anticeliachia e quello psicologico – emotivo e sociale che, come ben sapranno coloro che ci sono passati, non è un aspetto secondario ma anzi è fondamentale per vivere al meglio la celiachia; ecco allora che vengono analizzate nel dettaglio non solo le più tipiche reazioni nei soggetti celiaci per differenti fasce d’età ma anche come sarebbe bene si comportassero i famigliari, perché in qualsiasi momento della vita sopraggiunga la diagnosi di celiachia è di fondamentale importanza avere un supporto familiare e sociale; ecco un’altra cosa che si può imparare: dare il giusto appoggio e sostegno, perché essere celiaci in una famiglia che si adatta a modificare il proprio stile di vita è sicuramente più facile!

Tanti poi sono gli aspetti pratici analizzati, quindi si può imparare il modo migliore per ordinare i prodotti in farmacia e per fare la spesa, senza che questa diventi una tortura, si può imparare come organizzarsi in casa, come dividere la dispensa, come comportarsi al ristorante, a casa di amici e parenti, in vacanza in Italia ma anche all’estero (nel libro è allegato un dizionarietto ritagliabile in italiano-inglese e inglese – italiano con i termini utili per il celiaco in viaggio all’estero.

Poi si possono imparare tante originali e sfiziose ricette, che ho raccolto e sperimentato nella mia esperienza da celiaca, sono una quarantina e vanno dalle preparazioni più classiche a quelle più originali come per esempio il tiramisù alla frutta, si passa dalle preparazioni base ai dolci attraverso antipasti, primi e secondi e tutte le ricette contenute nel libro sono state approvate da Rossella Valmarana, Presidente AIC (Associazione Italiana Celiachia) Lombardia Onlus: potete fidarvi…provatele!

Come immagini il futuro delle persone celiache?

Ritengo che gli enormi progressi fatti fino ad oggi dalle ditte del senza glutine ci possano far ben sperare. Essere celiaci oggi è davvero diverso che esserlo stato 20 anni fa, quando i preparati senza glutine non riuscivano ad essere impastati e non esisteva nulla in commercio che assomigliasse a del pane comune o a delle tipiche merendine. Non dimentichiamo poi il grande impegno dell’Associazione Italiana Celiachia, di cui sono volontaria, che fa un grande lavoro per agevolare la vita a noi celiaci diffondendo informazioni in primis ma anche allargando il network di strutture informate sulla celiachia come ristoranti, pizzerie, alberghi, gelaterie e ancora promuovendo iniziative e corsi, io stessa probabilmente terrò per conto di AIC dei corsi di cucina per bambini celiaci che si svolgeranno a Milano nei mesi di febbraio e marzo.

novembre 17, 2009   No Comments