Esperienze di vita senza glutine

Lo status socioeconomico influenza la diagnosi di celiachia

Secondo lo studio del dr. Daniel Leffler e colleghi del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston il reddito è un fattore determinante per un’accurata valutazione di sintomi poco comuni ai fini della diagnosi di celiachia.

Lo studio, presentato a Chicago l’8 maggio scorso, coinvolge circa 800 celiaci adulti, e dimostra come ci possa essere, almeno nella realtà statunitense, una correlazione tra status socioeconomico e possibilità di essere diagnosticati celiac

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maggio 9, 2011   No Comments

Celiachia: screening di massa per ridurre tempi, diagnosi e costi

Dai 7 ai 10 anni: questo e’ il tempo medio per arrivare ad una diagnosi definitiva di celiachia, l’intolleranza permanente al glutine che determina un’infiammazione cronica e il progressivo danneggiamento della mucosa intestinale. [Leggi tutto →]

marzo 28, 2010   No Comments

Avis presenta due progetti sulle staminali e la celiachia

Sabato 20 marzo alla Fiera di Bergamo, nell’ambito dell’assemblea annuale di Avis, si terrà alle 14.30, in collaborazione con l’azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti” di Bergamo [Leggi tutto →]

marzo 19, 2010   No Comments

Celiachia, l’epidemia nascosta. Parla l’esperto

In soli 50 anni i casi di celiachia sono quadruplicati, secondo uno studio della Mayo Clinic (Usa). La condizione colpisce sempre più persone, molte delle quali sono ignare di essere celiache. [Leggi tutto →]

marzo 19, 2010   No Comments

Allarme celiachia, mezzo milione di italiani malati ma non lo sanno

Sono sempre piu’ le persone in Italia che soffrono di celiachia, l’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica contenuta in numerosi cereali e largamente impiegata nell’industria alimentare. Oggi in Italia i celiaci effettivamente diagnosticati sono tra 85 e 90 mila, ma si tratta della punta di un iceberg: l’incidenza reale della celiachia e’ di 1:100 – 1:150, ovvero sono 400-500 mila gli italiani che ancora non sanno di esserne affetti, esponendosi a gravi rischi per la salute. L’unica terapia ad oggi efficace per recuperare uno stato di salute ottimale e’ la dieta senza glutine, che nel corso degli ultimi 20 anni ha visto ampliare gli sforzi e la ricerca dell’industria alimentare, fino ad avere oggi oltre e piu’ di 13.000 prodotti a disposizione, tra mercato comune e prodotti erogati gratuitamente dal SSN.
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novembre 25, 2009   No Comments

Diagnosi celiachia: brevetto europeo all’italiana Eurospital

L’azienda di Trieste detiene in via definitiva ed inappellabile il brevetto europeo relativo all’uso della transglutaminasi tissutale, test di riferimento per la diagnosi di laboratorio della malattia celiaca. La vicenda iniziata nel 1997 si chiude dopo 12 anni di appelli e battaglie legali. Eurospital è decisa a far valere i propri diritti di licenza d’uso. Il brevetto è alla base anche del nuovo test per la diagnosi domiciliare della celiachia Xeliac Pro.
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novembre 25, 2009   1 Comment

Convegno all’ospedale Maggiore: “Attualità in tema di malattia celiaca”

Per meglio comprendere e individuare le sue manifestazioni, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Università di Parma promuovono il convegno “Attualità in tema di malattia celiaca”, venerdì 27 novembre, dalle 8.30 alle 18 nella sala congressi del Padiglione Centrale (ex-Monoblocco) dell’ospedale. La giornata di aggiornamento scientifico e sensibilizzazione è rivolta a pediatri, medici di base e specialisti.

L’evento è organizzato dalla struttura complessa  di Gastroenterologia del dipartimento Materno-infantile dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria,  diretta da Gian Luigi de’ Angelis.

La celiachia è  un’intolleranza permanente al glutine che compare in soggetti geneticamente predisposti. Comporta la necessità di condurre una dieta speciale per tutta la vita, basata sulla privazione di cereali quali grano, avena, orzo, segnale e in generale di ogni alimento o medicinale contenente glutine.

L’evento formativo vuole sensibilizzare gli specialisti nei confronti di una malattia che va diagnosticata cercando di comprenderne ed individuarne le manifestazioni particolari.

Da alcuni anni infatti la malattia celiaca è al centro di ricerche scientifiche che hanno condotto a nuove e rilevanti acquisizioni in campo diagnostico. Si assiste quindi ad un aumento delle diagnosi, che spesso non corrisponde ad un incremento effettivo dei casi, ma ad una maggiore attenzione rivolta alla patologia ed alle maggiori conoscenze acquisite.

La celiachia non è più ritenuta una patologia di stretta pertinenza gastrointestinale ma è da considerarsi una malattia sistemica: oltre al danno provocato alla mucosa intestinale, può coinvolgere organi come pancreas, fegato ma anche la cute, i sistemi emopoietico e nervoso centrale, l’apparato osteo-articolare e quello riproduttivo. Le manifestazioni cliniche sono espressione delle carenze alimentari legate al malassorbimento, ma possono essere imputate anche a meccanismi di autoimmunità.

La ricerca scientifica ha inoltre consolidato che la diagnosi non interessa strettamente la popolazione pediatrica, ma può esordire in qualsiasi epoca della vita ed il quadro clinico varia in relazione all’età.

Fonte: www.lungoparma.com

novembre 24, 2009   No Comments

Celiachia infantile: a scuola basta un test salivale per scoprirla

La celiachia, malattia sociale sempre più diffusa, è un’intolleranza al glutine che può causare, non riconosciuta, complicazioni di diversa natura. Proprio per mettere al riparo bambini e famiglie da diagnosi errate o non tempestive è stato presentato in Campidoglio il Progetto “Ottimizzazione delle procedure di screening della malattia celiaca nei bambini della prima classe delle scuole primarie del Comune di Roma” – Campagna di prevenzione delle complicanze” che, con un semplice test salivale, evitando ogni prelievo di sangue, permette una seria indagine diagnostica. [Leggi tutto →]

novembre 12, 2009   1 Comment

Più vicina la pillola anti-celiachia

Consentirà di mangiare glutine senza sviluppare sintomi.
Intanto è in corso la campagna di sensibilizzazione dell’Associazione Italiana Celiachia

Tutti i celiaci se lo sognano. Andare a cena fuori senza prima controllare che il ristorante garantisca piatti senza glutine, fermarsi a mangiare in una qualsiasi pizzeria al taglio, far colazione con cornetto e cappuccino: in una parola, non preoccuparsi costantemente di ritrovare il glutine, più o meno in tracce, nei cibi. Potrebbe diventare possibile: se lo augura Alessio Fasano, un «cervello» italiano emigrato all’estero che da 15 anni dirige il Centro di Ricerca sulla Celiachia e Biologia Mucosale dell’Università del Maryland a Baltimora, negli Stati Uniti, e che soprattutto, 4 anni fa, ha scoperto una possibile pillola anti-celiachia che oggi ha superato la fase due di sperimentazione clinica, approdando ai test su numeri consistenti di pazienti.

ZONULINA – Tutto nasce dalla scoperta di Fasano della zonulina, una proteina che regola l’apertura dei «cancelli» dell’intestino: se ce n’è troppa, come accade nei celiaci, cresce la permeabilità delle cellule che rivestono l’intestino, ovvero si aprono «porte» che possono far passare frammenti tossici di glutine non digerito nel sangue, dando l’avvio alla risposta immunitaria che provoca i sintomi della celiachia. «Poco tempo fa una nostra ricerca, pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, ha rivelato il vero volto della zonulina – racconta Fasano –. Abbiamo scoperto infatti che è in realtà il precursore di una proteina, l’aptoglobulina-2, che pare avere un ruolo importante nelle malattie autoimmuni. Ora sappiamo perciò esattamente che che cos’è e come funziona la zonulina, e abbiamo una conferma in più che inibirla può essere utile per bloccare i sintomi della celiachia in caso di assunzione di glutine; l’inibizione, inoltre, potrebbe probabilmente essere usata con successo anche in altre malattie di tipo autoimmune». La pillola anti-celiachia che Fasano sperimenta da tempo (passando a velocità supersonica dai test sugli animali a quelli nell’uomo: le prove cliniche sono iniziate appena tre anni dopo i primi esperimenti su topolini, in genere occorrono anche dieci o quindici anni) blocca la zonulina e stando agli ultimi risultati, ottenuti su circa 200 celiaci, riduce i sintomi dell’assunzione di glutine nell’85 per cento dei casi. Il farmaco, nei test più recenti, è stato assunto 3 volte al giorno, prima dei pasti, e la quantità di glutine che i pazienti hanno introdotto era pari a circa un piatto di pasta: un bel risultato, quindi, anche se i ricercatori sottolineano che la pillola non eliminerà la necessità della dieta, ma servirà soprattutto per mettersi al riparo da guai quando non è possibile essere certi che non ci sia glutine in quello che si sta per mangiare. Però Fasano sottolinea: «I nostri ultimi dati dimostrano che il farmaco previene l’insorgenza di autoimmunità: nei pazienti che, durante la sperimentazione, hanno assunto glutine e un placebo si è visto l’incremento di anticorpi che indicano la presenza di un processo autoimmune, ma ciò non è successo se assieme al glutine si dava la pillola anti-celiachia. È la prima volta che si osserva un effetto simile di un farmaco su una malattia autoimmune: significa che siamo sulla strada buona».

LA CAMPAGNA – La speranza è giustificata, quindi; nel frattempo però i celiaci devono continuare a seguire una dieta che escluda completamente il glutine. E la campagna di informazione per il trentennale dell’Associazione Italiana Celiachia, in corso fino alla fine dell’anno, dimostra che riuscirci, oggi, è molto più facile che in passato. «La celiachia costringe a pensare 3 volte al giorno, a ogni pasto, che non si è come gli altri: la nostra Associazione lavora da 30 anni perché ogni paziente possa sentirsi a suo agio sempre – dice Elisabetta Tosi, presidente di AIC –. Per questo, ad esempio, stiamo continuando ad ampliare l’offerta di locali dove trovare cibi senza glutine: in Italia ci sono ormai oltre 1.500 fra ristoranti, locali, gelaterie e bar che offrono prodotti per celiaci, sono sempre di più anche gli hotel e le strutture ricettive a farlo e di recente abbiamo stipulato convenzioni anche con navi da crociera. E i prodotti senza glutine in commercio sono quasi decuplicati negli ultimi 8 anni, arrivando oggi a essere poco meno di 2.200». Vita più facile, insomma, come sottolinea anche la campagna di sensibilizzazione attraverso spot televisivi, locandine, inserzioni su giornali e periodici. Perché l’importante è anche arrivare alla diagnosi: tuttora molti non sanno di essere celiaci. Si stima infatti che in Italia l’incidenza del problema sia analoga a quella negli altri Paesi occidentali (un caso ogni 100 persone circa): a fronte di 500 mila pazienti attesi, hanno ricevuto la diagnosi poco meno di 100 mila italiani.

DIAGNOSI – Paradossalmente, sono in aumento le diagnosi sbagliate: «Capita sempre più spesso di vedere pazienti diagnosticati erroneamente, sulla base di criteri non scientifici: persone che hanno magari un colon irritabile o un’allergia alimentare che vengono scambiate per celiache», dice Umberto Volta, presidente del Comitato Scientifico di AIC. Dosaggio degli anticorpi e biopsia intestinale restano i cardini per la diagnosi, purtroppo a volte complicata dal fatto che i sintomi sono molto leggeri o non sono quelli classici (nell’adulto tipicamente i gonfiori dopo il pasto e i disturbi gastrointestinali persistenti). Bisognerebbe quindi fare attenzione anche ai sintomi extraintestinali, che vanno dall’osteoporosi all’anemia, dal mal di testa alla riduzione della fertilità. E non credere di essere «troppo vecchi» per essere celiaci: uno studio di Carlo Catassi dell’università Politecnica delle Marche, di prossima pubblicazione, rivela che non di rado persone con più di 55 anni possono scoprire di essere celiache. «Non esiste un’età in cui si possa escludere la presenza di un’intolleranza al glutine, in chi è geneticamente predisposto: la negatività del test non elimina la possibilità di un esito positivo dopo qualche anno», dice Catassi. Insomma, antenne dritte anche più avanti negli anni. Per informazioni sulla celiachia, i test per scoprirla e tutto ciò che serve sapere sulla dieta senza glutine, si può contattare AIC attraverso il sito rinnovato in occasione del trentennale o il numero verde 800.454.616, attivo durante la campagna di sensibilizzazione.

Fonte: Corriere.it – Salute

ottobre 14, 2009   No Comments