La celiachia nel rapporto tra genitori e figli

La scoperta della celiachia comporta una serie di difficoltà che hanno implicazioni pratiche ed emotive.
Quando la celiachia viene diagnosticata in età pediatrica il momento di crisi e la carica emozionale che essa comporta viene vissuta in prima persona dai genitori. La scoperta si presenta come un momento decisivo di transizione e si rivela come un momento critico che incide sul senso di responsabilità e, in alcuni casi, può far sorgere sentimenti di inadeguatezza legati al ruolo genitoriale. Alcuni genitori possono sentirsi in colpa per non aver saputo cogliere i sintomi della malattia o per averli poco considerati, per aver reiterato comportamenti che possono aver causato e fatto esplodere la malattia, per non essersi presi cura in maniera adeguata e responsabile del proprio bambino.
Durante l’adolescenza la celiachia è caratterizzata spesso dal rifiuto dell’autogestione. In questa fase il confronto con gli altri e la consapevolezza del proprio stato accentuano le limitazioni proprie della celiachia, che incidono inevitabilmente dal punto di vista sociale ed affettivo. La celiachia diventa una fonte di condizionamenti, vincoli, restrizioni, una minaccia al bisogno di stabilire la propria indipendenza, un limite nella relazione tra pari.
In età evolutiva l’ambiente familiare è il principale punto di riferimento affettivo, una fonte di sostegno e di incoraggiamento che favorisce nell’adolescente lo sviluppo della propria indipendenza e delle proprie capacità di autogestione.

Abbiamo intervistato la prof.ssa Anna Silvia Bombi, ordinario di Psicologia dello sviluppo della Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma, che descrive come poter affrontare alcune dinamiche presenti nella relazione tra genitori e figli nella gestione emotiva e organizzativa della condizione celiaca.